Colori Crow

21 agosto 2017, Crow Agency (Montana)

Da tempo il racconto di Cesare, girava attorno a una serie di localita’ , impossibile non cogliere questa opportunità di attraversarle in bici. Localita’ dure,  scenari di praterie appiattite dal caldo torrido in estate e freddo intenso in inverno. Non  mostrano certo scenari mozzafiato, ma sono pregne di storia recente, passarci nel silenzio della bici, aiuta a rivivere quei luoghi di battaglie, scambi, promesse atte a sostenere strategie molto furbe per sottrarre e poter sottomettere. Tutto un susseguirsi di dimostrazioni di forza, finite con numeri ingenti di morti, per poi autodecretarsi inesorabilmente fallite (come un po’ la storia della maggioranza delle guerre). Quelle praterie adesso sono presiedute da tanti cavalli, che ci sentono da molto distante e drizzano le orecchie al minimo suono percepito,  Procioni, Puzzole, Manguste, che corrono di tana in tana e si drizzano sulle posteriori con il loro sibilo di guardia, e tengono sempre un occhio di riguardo per I rapaci che volteggiano attentissimi. Cavalli accuditi con una mano decisamente diversa da quanto normalmente si incontra, diciamo piu’ a pelo vivo. Gli occhi e I visi che incrociamo sono praticamente tutti indiani Crow, che ci salutano esultando per gli insoliti ciclisti. Da parte nostra è bellissima la soddisfazione di incrociare sguardi profondi, nasi e profili particolari che ci accolgono familiarmente nelle loro terre.  La bici continua ad avvicinare le genti. Per arrivare all’estremo sud est del Montana, abbiamo potuto pedalare quasi sempre sulla Frontage road (la vecchia strada), con il suo up an down che non molla mai, inserendo delle deviazioni con erte molto ripide su sterrato; in questo modo siamo arrivati senza utilizzare in ultima chance la corsia di emergenza dell’highway. Grazie Crow per l’ospitalità, noi continuiamo a sentirci “in casa” sulla linea di Pangea, Cyvling on Life’s Origin.

Ciao a Tutti

Alessandro

 

 

 

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