dal giorno 216 al giorno 232; Coste di speranza

Dal 4 al 21 dicembre 2015, da Petralona Cave (Grecia) a casa (Italia)

Thalatta ! Thalatta!,   l’esclamazione per l’avvistamento del mare, di 10000 soldati attorno al 400 AC         ( ringraziando Marcello, riprendo una sua nota inviatami in tutt’altro contesto).

Inversamente alla vista della terra, chissà cosa diranno e in quale lingua potranno esclamare una speranza di vita, i migranti che oggigiorno sono costretti a scappare da guerre e da altre atrocità, quando vedono una qualche costa del nord del mediterraneo. ….

Pangea, Cycling on Life’s Origin, costretta a un cambio di itinerario dalle contingenti situazioni di sicurezza, continua il suo svolgimento toccando il sito di Petralona Cave, nella penisola Calcidica.

Il sito europeo, di importanza fondamentale per i reperti e le testimonianze di vita dato il ritrovamento di un cranio di un uomo dell’età di circa 20 – 25 anni e vissuto circa un milione di anni fa. Ci fu anche una diatriba sulla data del soggetto, che sembra essere più recente di molti anni; però le analisi del fumo sulle pareti sembrano dare ragione alla prima ipotesi , per cui un periodo dai 700000 al milione di anni

( ringrazio le attente indicazioni del nostro ottimo Dario).

Riparto da Petralona, risalendo  in sella dopo essere stato catapultato al nord del mediterraneo, praticamente le terre di casa, che contribuisce a farmi apprezzare continui sforzi per adattarmi a questa situazione, perché difficilmente devio l’attenzione dal volano di contrasti vissuti a velocità umana nel continente Africano.

Ci provo anche cercando di giocare con la fantasia, tentando di frapporre immagini africane che passano davanti ai miei occhi, su quello che mi si presenta adesso; e viceversa inserendo immagini europee in contesti africani. Sortisco un mix di bella confusione geografica e umana che mi diverte per la strana attualità recepita.

Mi ritrovo al confine greco macedone vedendo migranti a piedi, scortati dalla polizia in chissà quale posto di accoglienza. File di autobus scortati anche questi dalla polizia, che vanno in senso opposto, furgoni di giovani (senz’altro di qualche organizzazione) che cercano di aiutare in qualche modo tutta questa situazione di miseria umana.

Facce disattese, serie, tristi, affrante, occhi che guardano distanti per cercare una qualche immagine di fiducia per questa vita che gli ha riservato un destino disastroso; Riesco solo a cogliere qualche sorriso di  bambino che cerca di inventarsi un qualche gioco, nell’inconsapevolezza di dove sarà il suo futuro.

Continuare fa parte della vita, mi verrebbe voglia di fermare andrea per rendermi utile in qualsiasi modo;

non saprei da che parte iniziare, mi auguro che anche il solo semplice saluto di buona accoglienza possa avere la sua efficacia.

Strabordante la notevole energia e volontà umana impiegata dalle genti in queste condizioni, che tengo a riferimento come lezione di vita; avanti sempre. Grandi i Migranti.MIGRANTI[1]

Devo mantenere la direzione nord, e anche se passate innumerevoli volte, continuo a trovare sconcertante la quantità di frontiere, che invece di annullarsi modernizzano il loro stile da offrire agli avventori.

Sbaglierò senz’altro la mia analisi, però per me restano sempre le care genti della vicina Jugoslavia.

Conforta fuor misura passare per una Sarajevo ricostruita e animata dalla bella vita della gente.

Le testimonianze delle guerra purtroppo sono ancora ben visibili per le strade, comprese anche scritte che inneggiano a non dimenticare, di cui io non sono per niente d’accordo.

Non nascondo che avrei apprezzato molto di più, un incisione sul sasso ai piedi del ponte di Mostar, che identificasse l’importanza dei ponti per assicurare l’ unione fra le genti

Sono dell’idea, che non serve scrivere per tenere a monito un fenomeno negativo della vita, che con la scusa di non dimenticare, può solo ritornare spunti per brandire stupide spade di vendicatività.; penso sia maggiormente efficace scrivere riflessioni indirizzate verso una positività.

Mi si imputerà che per me è facile dire questo, dato che non sono stato toccato in prima persona.

A suffragio di questo mio modo di pensare, colgo solamente l’insegnamento intelligente e propositivo, pronunciato nel momento dell’ultimo saluto, dai genitori che si sono visti massacrare una figlia, dalla aberrante stupida violenza umana, questa volta travestita di terrorismo.

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Risalgo, spingendo e alzandomi sui pedali, anche aiutato dalla presenza della mia famiglia, che con mia felicità, ha voluto cogliere l’occasione di essere al mio fianco dalla Grecia, fino al rientro a casa.

Ho apprezzato oltremodo questa vicina presenza della famiglia, nel segno di una continuità iniziata da molti anni e che adesso prova a sondare nuovi contesti con modalità inedite da sondare e verificare sul campo; grande Fiorella, grande Lucio.

Le bellezze dei Balcani, della costa dalmata, e anche delle difficili nebbie che accompagnano in questo momento dell’anno, mi fanno assaporare il rientro a casa, condito dall’incitamento del mio amico e allenatore Simone, e con il saluto di Emanuela , Maurizio, Aldo e Flavio amici e parenti incontrati al mio rientro e incrociati per strada, e come molti altri sono stati vicini alla mia famiglia in questa nuova iniziativa.

Come posso trovare le parole, per ringraziare il notevole e affidabile sostegno di Dario, di Alexandra, di Barbara, di Oscar, di Cristina e di Keara del team di “ Pangea, cycling on Life’s Origin” e di quanti hanno contribuito a realizzare questa prima fase del progetto.

Sul cancello di casa, con sana soddisfazione svolgendo mentalmente l’itinerario coperto, guardo Andrea, e mi complimento tacitamente con lei, per aver supportato il mio peso e i miei brontolamenti fin dal capo di Buona Speranza .

Feste a casa e verso la metà di gennaio 2016, si riparte in direzione Nord.

Auguro a tutti, uno strepitoso 2016. Ciao

alessandro

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  • sergio ferriccioni Scritto 2 anni fa.

    Ciao Alessandro, sono uno di quellquel gruppetto di turisti Italiani che il 24 aprile a Capo di buona Speranza ha incrociato un ” Matto” con una bicicletta. Ci ha detto che voleva girare più di mezzo mondo e sarebbe partito il primo maggio. Ma sai nei miei “Viaggetti” ne ho incontrate parecchie di persone bizzarre. Be! Ora non posso che farti, si ,i complimenti per quanto fatto, ma soprattutto un augurio. Ti auguro che il buon Dio ti consenta di esaudire tutti i tuoi desideri e progetti. Ho sempre ammirato gli uomini pieni di sana “Follia”.
    Un abbraccio di vero cuore.
    Sergio

    • Alessandro Scritto 2 anni fa.

      Ciao Sergio, mi fa un gran piacere sentire che la bizzarria viene giustamente rispettata. La partenza e la progressione sui pedali, mantenendo un difficile programma, è conseguente a chi aiuta con belle e sensibili affermazione di adesione.
      Grazie ancora, e chissà che non si riesca a reincontrarsi.

      Alessandro

  • Paolo Balbarini Scritto 2 anni fa.

    Ciao Alessandro, io invece sono Paolo. Ci siamo incontrati a Mto Wa Mbu, dopo la nostra ascesa e discesa dal Kilimanjaro. Mi fa piacere sapere che sei arrivato in Italia. Sei ancora da queste parti o hai già ripreso a pedalare verso Capo Nord?
    In ogni caso Buon Cammino, e che il tuo sogno possa compiersi!
    Paolo

    • Alessandro Scritto 2 anni fa.

      Ciao Paolo,
      eh si, mi sono riapparse le vostre entusiaste espressioni durante il mio passaggio a fianco del Kilimangiaro; mi sarebbe piaciuto essere della vostra bella combricola.
      Se tutto procede per il meglio, continuerò a pedalare verso Capo Nord, e mi auguro di continuare ad averti fra i nostri sostentori.
      Un abbraccio a te e a tutti i tuoi amici. Ciao

      Alessandro