Dal giorno 287 al giorno 294; Contrasti Baltici

Dal 13 al 20 febbraio 2016, Lituania – Lettonia – Estonia

Savane, catene montuose, deserti, inverni, temperature estreme, vento caldo, vento gelato che ti aiuta o ti blocca fino a stordire, andrea fino ad ora si sta comportando ottimamente e procede alla grande.

Stradine fra piccoli villaggi mi fanno superare il confine con la Lituania e poi Lettonia ed Estonia, senza quasi rendermene conto della proprietà istituzionale dei tre paesi Baltici; riesco ad apprezzare solo la differenza che 25 anni fa c’era un allineamento al progresso esteriore decisamente diverso.

Completamente rinnovato l’arredo tecnologico che si para davanti agli occhi di passaggio, e anche la sensazione con le genti, che non utilizzano lo sguardo della diffidenza o dello stupore di un tempo, verso lo straniero.

La libera circolazione senza barriere di confine, accelera i contatti e attenua le differenze, ottimo l’articolo di Dario, su ” L’Eresia del Nazionalismo”; contestualmente fa malissimo vedere i troppi nuovi muri di filo spinato e reti che stanno immotivatamente proliferando in troppe parte dell’Europa.

Proprio di questi giorni, c’è anche la bruttissima notizia, che nessuno dei tre rappresentanti delle repubbliche Baltiche, si è presentato al tavolo della commissione Europea sulla Migrazione, dato che non vogliono a priori emigranti sul loro territorio. La notizia si commenta da sola e mi trova in completo disaccordo, anzi mi si torcono le budella, pensando che dei pseudo governatuncoli non hanno neanche il rispetto per tutti i morti generati da politiche troppo ostili e solo inclini agli interessi di guerra e di profitto per pochissimi. Chissà quando, come umani riusciremo a dimostrare un progresso reale tradotto in solido e continuativo rispetto.

Si continua, la natura mi accoglie, e ogni tanto ricevo anche un confortante saluto per il ciclista di passaggio; le temperature non aiutano e diventa cosa assai rara incontrare gente per strada.

Il vento favorevole da ovest sud ovest, mi aiuta nella progressione, senza farmi forzare sui pedali, e passo via velocemente foreste di betulle, e distese uniformate dalla neve.

C‘è un unico giorno che il sole aiuta, facendo vedere il suo faccione e sentire il suo “calore” che energizza il corpo riscaldando la schiena.

Da un punto di vista architettonico i baltici riservano un sacco di belle situazioni, da Kaunas, Trakay, Riga, Tallin.

Pedalo in tranquillità, dato il rispettoso traffico verso il ciclista invernale, con l’unica nota di attenzione da mantenere alta sia a kaunas che a Riga. Erano più che giustificate certe manifestazioni di sicurezza che i ciclisti di Riga avevano inscenato qualche tempo fa.

Bello, veramente bello arrivare e conquistare anche la meta delle spiagge del Mar Baltico.

Il suono e il profumo dei mari, ha sempre rappresentato un’entità affascinante per le mie sensazioni da osservatore “terrestre”; apprezzo fuor misura l’irruenza e il rigore del mar Baltico, oltremodo assaporata dal raggiungimento di questo altro nuovo traguardo.

Che forza la vita del mare.H1500021

 

Un altro “ponte di pedali”, per collegare virtualmente e continuare a percorrere la nostra Pangea, Cycling on Life’s origin.

Un gran abbraccio a tutti. Ciao

 

Alessandro

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  • Luciano Scritto 2 anni fa.

    sinceramente ti invidio.ciao Luciano vaiiiiii

    • Alessandro Scritto 2 anni fa.

      grazie Luciano, la tua vicinanza è energia viva; le porte della Lapponia sono molto accoglienti. gran abbraccio, a presto, ciao