Deviazione Sudan

Le fantasie sulle scelte dell’itinerario, di fatto sono molto ponderate e valutate a fondo che lasciano poco al caso, ma questa è decisamente curiosa, costosa e imprecante per la scellerità che l’ha generata.
Non è facile, ma cerco di spiegarmi. Uscendo da Whitehorse (Canada), per prendere la direzione Kitwanga, Prince Rupert, come da programma di Pangea, una pattuglia della polizia stradale canadese, ci informa sullo stato degli incendi sulla Cassiar HIGHWAY, con un alta possibilità di blocco della circolazione (in auto una deviazione di 560 km viene gestita in 6 o 7 ore, in bici la deviazione ha tempistiche ben diverse). La polizia canadese, ci consiglia di dirigerci a Skagway (USA) prendere un piccolo traghetto e poi rientrare a Prince Rupert (Canada). Il tutto sembra più che sensato.  Tutto inizia sulla casa di frontiera degli USA, fra Carcross e Skagway, dove il funzionario, durante l’espletamento delle pratiche mi chiede se sono stato in Sudan di recente, al momento rimango basito (passaporto nuovo immacolato), e mi gira il video del computer con il mio itinerario affrontato nella prima fase del progetto. Ve la faccio breve, con circa 4 ore di frontiera per spiegare che il mio passaggio in Sudan era stato consentito solo come transfer e senza che alcuno avesse richiesto la mia presenza in Sudan. Sembra che ci siamo capiti, e da qui la fantasia di frontiera, dove mi consentono l’accesso negli States (per circa 3 ore ero stato classificato come “respinto” dagli USA), dove mi consentono 1 solo ingresso. Ho provato a spiegare che dovevamo recarci a Prince Rupert per rientrare in Canada e fra una ventina di giorni rientrare negli States arrivando da Banff. Impensabile far capire questo difficile meccanismo, dato che mi hanno imposto la possibilità di un solo ingresso. Questo implica che da Skagway, esci in direzione sud, con l’aereo ( cosa impossibile perchè la bici di Fiorella essendo a pedalata assistita  ha una batteria che deve essere spedita via cargo con altre tempistiche e modalità, o via mare con un traghetto di 5 gironi che ci porta nello stato di Washington, e per attraversare la Divide line a 4000 m per riportarci sull’itinerario previsto da Pangea Cycling..Morale della favola, oltre alla delusione che altri decidano arbitrariamente per te,  in base all’ assurdita’ di regole amministrative chesi commentano da sole, imprecazioni silenziose, per dover tagliare una parte del sud della British Columbia e dell’Alberta, in cui avevamo dei contatti di riferimento; compiere lo stesso tragitto meramente come km e spendere un sacco di soldi per una deviazione non prevista, in un bilancio economico già ampiamente in negativo. A voi le considerazioni e a noi le imprecazioni sottovoce, ma se vogliamo continuare senza tagliare gli States, questo è l’unica possibilità che possiamo affrontare. Gli americani ci superano in tutto decisamente, perchè pensavamo di avere una amministrazione barzelletta per una ventina di anni, invece loro ci superano alla grande anche su questo. Speriamo di trovare un biglietto sul ferry per oggi, altrimenti dobbiamo ciondolare per una settimana a Skagway.
Abbraccio a tutti, da parte dei tre, ciao
Alessandro

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  • Marco Scritto 4 mesi fa.

    Ciao Ale,non ho parole, quando si dice sf….,non abbattetevi e state su col morale, noi da qui vi sosteniamo nel vostro percorso e so che siete più forti anche della più ottusa burocrazia