FINLANDIA – CHEWING GUM PREISTORICO

Già 5mila anni fa esisteva il chewing gum.

E un po’ come certi di oggi, che cercano di combattere la carie o alleviare i sintomi del mal d’aria, aveva scopo curativo.

In un sito neolitico a Kiriekki, in Finlandia, una giovane archeologa volontaria del gruppo di ricerca dell’Università inglese di Derby ha trovato un pezzo di resina con ben visibili impronte di denti.

Il blocco scuro, ricavato da corteccia di betulla, è il più antico del genere mai rinvenuto ed è straordinario perché i segni della masticazione sono ben evidenti.

La pratica di masticare corteccia o resina nell’epoca preistorica era già stata accertata e confermata anche dagli usi di molti gruppi etnici. La masticazione di foglie o di derivati dalla corteccia degli alberi, come nel caso della coca sulle Ande, o del chat in Yemen e Somalia, aveva in origine scopo curativo e la medicina è alla base anche dell’uso della resina da parte degli uomini del neolitico.

Nelle resine sono infatti contenuti i fenoli, conosciuti da sempre come ottimi antinfiammatori naturali, e la resina in questione sarebbe stata ottenuta riscaldando la corteccia di betulla. Una volta separata, la resina veniva bollita e nel raffreddarsi ridiventava solida, una bella pallina pronta da masticare per alleviare le infiammazioni delle gengive e del cavo orale in generale.

Il prezioso reperto è esposto nel museo di Kiriekki, sulla costa occidentale della Finlandia. Accanto ad esso gli archeologi hanno trovato anche un anello di ambra e una punta di freccia.

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