FINLANDIA – L‘ „enCICLO-PEDIA“ di Pangea

Nome Ufficiale: Suomi, Suomen Tasavalta o Finland (in svedese)

Lingua ufficiale: finlandese, svedese; un’altra lingua minore originaria del territorio finlandese è il Sami, parlato dai Lapponi, che comprende due distinti gruppi geografici: quello delle lingue Sami occidentali e quello dei Sami orientali.

Paesi confinanti: Norvegia (nord), Russia (est), Svezia e Golfo di Botnia (ovest), Golfo di Finlandia e Russia (sud)

Monti principali: Halti 1328 m, Ridnitsohkka 1317 m, Kiedditsohkka 1280 m, Kovddoskaisi 1240 m, Ruvdnaoaivi 1239 m.

Fiumi principali: Muonionjoki/Tornionjoki 570 km, Kemijoki 552 km, Iijoki 310 km, Oulujoki (107 km)

Laghi: La Regione dei Laghi finlandese (Järvi-Suomi) presenta 187.888 laghi

Clima: temperato-freddo

Capitale: Helsinki 570.000 abitanti circa

Altre città: Espoo 235.000, Tampere 206,000, Vantaa 190.000, Turku 180.000

Governo: Democrazia parlamentare

Indipendenza: 1918 (dalla Russia)

Unione Europea: dal 1995

Superfice: 338,145 km² (37 mila km² più grande dell’Italia)

Popolazione: 5.295.437 (meno di un decimo dell’Italia)

Etnie: finlandesi, svedesi, lapponi

Religione: luterani, ortodossi

Moneta: Euro

Economia: industriale (servizi e manifatturiera)

 

 

IN GENERALE

 

La Finlandia (in finlandese Suomi, in svedese Finland), ufficialmente Repubblica di Finlandia (in finlandese Suomen tasavalta e in svedese Republiken Finland), è un Paese dell’Europa del nord, facente parte della regione nota come Fennoscandia e della Penisola Scandinava. Confina con la Svezia a ovest, la Norvegia a nord e la Russia ad est, mentre l’Estonia si trova a sud sul Golfo di Finlandia.

 

In Finlandia vivono 5,4 milioni di persone, per la maggior parte concentrate nelle regioni meridionali. In termini di superficie, è l’ottavo paese più grande d’Europa e il paese con più bassa densità di popolazione.

Politicamente, è una repubblica parlamentare con un governo centrale con sede nella capitale di Helsinki, governi locali in 336 comuni e una regione autonoma, le isole Åland. Circa un milione di abitanti vivono nella zona di Helsinki (composta da Helsinki, Espoo, Kauniainen e Vantaa). Altre grandi città sono Tampere, Turku, Oulu, Jyväskylä, Lahti e Kuopio.

La Finlandia fece parte del Regno di Svezia dal XII secolo al 1809, granducato autonomo all’interno dell’Impero Russo fino alla rivoluzione del 1917. Il 6 dicembre di quell’anno la Finlandia ottenne l’indipendenza, seguita da una guerra civile terminata con la sconfitta dei “Rossi” filo-bolscevichi da parte dei filo-conservatori “Bianchi” sostenuti dall’Impero tedesco. Dopo un breve tentativo di stabilire una monarchia nel Paese, la Finlandia divenne una repubblica.

La Finlandia si è industrializzata in ritardo rispetto ad altre nazioni, rimanendo un paese in gran parte agricolo fino al luglio del 1949. Successivamente, lo sviluppo economico è stato rapido, tale che oggi, con un reddito pro-capite nominale di oltre 49 000 dollari statunitensi, la Finlandia è una delle nazioni più ricche del mondo, anche se oggi, con la crisi e la successiva chiusura che ha coinvolto la Nokia, che dava lavoro ad oltre 100 mila persone, il sistema sta scricchiolando pesantemente. Secondo alcune misure, la Finlandia ha il miglior sistema educativo in Europa ed è stata recentemente classificata come uno dei paesi più pacifici ed economicamente competitivi del mondo. È stata anche classificata come uno dei paesi al mondo con la più alta qualità della vita. Secondo i più recenti sondaggi la Finlandia è “il miglior paese del mondo”.

 

STORIA ANTICA

Le origini della Finlandia ci prospettano una terra completamente ricoperta dai ghiacci, non tanto diversa dalla Groenlandia di oggi. Con l’avanzare dei millenni essi diminuirono e si confinarono nel suo nord più estremo.

Diverse ricerche geologiche e archeologiche confermano che le prime zone a tundra della vasta regione finlandese furono insediate da diversi animali. Questo portò i primi cacciatori e pescatori primitivi a spostarsi verso la tundra. Da queste epoche ci sono giunte pitture sulla roccia, trovate in circa 125 luoghi in Finlandia, quasi esclusivamente sulle rocce vicino ai laghi. Le pitture sono in ocra rossa e rappresentano figure di animali e di figure umani, sono state datate al periodo che va dal 5000 a.C. al 1500 a.C. e attribuite alla cultura della ceramica a pettine.

Nelle regioni costiere del Mare Artico, all’estremo confine della Finlandia, sono stati rinvenuti i primi segni di attività umana stanziale. Grazie alla scoperta di archeologi finlandesi, nel 1914 è stata infatti rinvenuta nella zona di Korpilahti ad Antrea (Carelia) una rete da pesca datata 8000 a.C. (cioè vecchia di oltre 10.000 anni).

Tra l’8000 e il 5000 a.C. si diffuse nel territorio finlandese la cultura dei Suomusjärvi, così chiamata per i diversi ritrovamenti relativi a cacciatori-raccoglitori rinvenuti nell’area della Carelia del Sud, con evidenze di primi tentativi di trasformazione in agricoltori stanziali.

Intorno al 4200 a.C. altre culture apparvero in Finlandia, come la cultura Kunda. Diverse tracce suggeriscono anche l’espandersi della cultura Narva, un popolo dedito alla produzione di vasi e terracotta, i cui insediamenti si concentravano in particolare nelle aree della Estonia e della Lituania odierne. Questi popoli pare avessero tratti somatici di tipo mongolico.

Secondo diversi studi, i contatti con popolazioni uraliche hanno dato origine alla lingua ugro-finnico che con il passare del tempo subì influenze dalle lingue baltiche (di tipo indoeuropeo), con eccezione della lingua sami ancora oggi considerata una lingua a sé rispetto a quella finlandese.

Durante l’età del bronzo (1500-500 a.C.) e in particolare durante l’età del ferro (500 a. C.- 1150 d.C.) la Finlandia incominciò ad essere abitata in tutto il suo territorio. Dall’età della pietra, caratterizzata dalle prime rudimentali armi costruite con pietre e ossa, si passa all’Età del Ferro che porta a nuovi e progrediti arnesi di uso quotidiano.

Di questo periodo sono numerosi i siti archeologici ancora ben conservati in Finlandia, come quelli dell’Isola di Mietinsaari, di Kuivaketvele (Taipalsaari) e di Voisalmi in Lappeenranta (Lapponia).

È solo dal 100 a.C. che cominciò l’attività commerciale con l’Europa centrale, come testimoniano diversi ritrovamenti di origine romana rinvenuti in territorio finlandese.

La Finlandia fu abitata inizialmente da gruppi di Lapponi e successivamente invasa da Finni (da cui il nome).

Il 1154 segna l’inizio del dominio svedese, durato quasi 7 secoli e che cominciò con l’introduzione del Cristianesimo da parte del re svedese Eric. Lo svedese divenne la lingua dominante, benché il finlandese sia riuscito a riprendere il dominio durante il XIX secolo con le spinte nazionaliste finlandesi che sono seguite al racconto nazional-epico finlandese, il Kalevala.

STORIA MODERNA

Nel 1809 la Finlandia venne conquistata dalle armate dello Zar Alessandro I, e rimase un granducato autonomo collegato all’Impero russo fino al 1917.

Il 6 dicembre 1917, poco dopo la rivoluzione d’Ottobre in Russia, la Finlandia dichiarò la propria indipendenza. Dopo un breve tentativo di stabilire una monarchia, nel 1918 il Paese fece l’esperienza di una breve ma sanguinosa guerra civile che avrebbe caratterizzato la politica locale per molti anni. Il 1919 vide la nascita dell’attuale repubblica finlandese.

Durante la seconda guerra mondiale, la Finlandia venne attaccata dai sovietici, che non riuscirono a invaderla, al contrario delle vicine Estonia, Lettonia e Lituania, ma combatté strenuamente contro l’Unione Sovietica due volte: durante la Guerra d’inverno (1939-1940) e poi dal 1941 al 1944 nella cosiddetta Guerra di continuazione. A questa seguì la Guerra di Lapponia (1944-1945) nella quale la Finlandia combatté anche contro la Germania nazionalsocialista. I Trattati di Parigi (1947) firmati con l’Unione Sovietica comportarono tuttavia ulteriori obbligazioni e restrizioni per la Finlandia nei confronti dell’URSS oltre a concessioni territoriali a quest’ultima di ulteriori territori finlandesi (tra cui lo sbocco al Mare di Barents e parte della Carelia). Comunque, diversamente dalle Repubbliche Baltiche, la Finlandia riuscì a conservare la propria indipendenza, pur con diverse difficoltà e ingerenze russe nella politica.

La Finlandia è membro dell’Unione europea nel 1995 ed è l’unico Paese nordico ad aver adottato l’euro come moneta. Dal 2011 la zecca finlandese conia anche gli euro della vicina Estonia.

 

LA SOCIETÁ FINLANDESE

Il modello di società finlandese è costantemente ai primi posti nelle classifiche per quanto concerne la qualità della vita. I finlandesi hanno un reddito medio pro capite abbastanza alto, la povertà è poco diffusa e la nazione è considerata uno dei paesi meno corrotti al mondo. Al di là degli stereotipi si può affermare che i finlandesi sono assidui lettori di quotidiani e riviste e sono tra i più istruiti al mondo: il tasso di alfabetizzazione nel paese raggiunge il 100%; in Finlandia non esiste il concetto di “insuccesso scolastico”!

I finlandesi amano moltissimo la danza e sono grandi appassionati di jazz ed hanno una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda i motori, auto e moto comprese!

Estremamente orgogliosi di qualunque connazionale che li porti alla ribalta sulla scena internazionale, sono abbastanza modesti per quanto riguarda i loro successi che non gradiscono sbandierare ai quattro venti. Amano e rispettano profondamente la natura.

Hanno cinque settimane di ferie l’anno ed il mercoledì sono soliti uscire fuori cena e festeggiare il “piccolo sabato”, un ottimo metodo per “spezzare” e rendere meno pesante la settimana lavorativa. Un quarto della popolazione ha un cottage estivo (= kesamokki; in Finlandia ce ne sono circa 20.000). La sua ubicazione ideale è l’essere immerso nei boschi della Regione dei Laghi. È qui che i Finlandesi si rifugiano nei fine settimana e durante l’estate. Forse è per questo che per tradizione sono poco inclini ai viaggi: per quale motivo dovrebbero lasciare uno dei luoghi più belli al mondo per trascorrervi una vacanza? Ci vivono già!

Una delle loro più grandi passioni è la sauna, in Finlandia ne esistono ben 1,6 milioni, praticamente una per ogni finlandese. A volte i cottage estivi sono piuttosto essenziali al punto che non dispongono di acqua corrente ed elettricità, ma hanno la sauna!

Allora: non c’è niente di più finlandese della sauna, un vero e proprio stile di vita tramandato da generazione in generazione. Oltre a essere utilizzata per purificare il corpo e la mente, la sauna è stata letteralmente anche il luogo per entrare e uscire da questo mondo: i bambini venivano partoriti in sauna, e i parenti deceduti venivano lì lavati prima del funerale.

I finlandesi vengono descritti come taciturni ed un po’ chiusi ma e se è vero che nessuno si innervosisce se la conversazione inciampa in qualche momento di pausa, è altrettanto vero che molti turisti che hanno visitato la Finlandia raccontano di persone cortesi ed ospitali con i visitatori. La spiegazione è che semplicemente tendono a soppesare le loro parole e sanno apprezzare i buoni ascoltatori.

Le famiglie finlandesi sono molto aperte e con una forte tendenza all’indipendenza. Normalmente entrambi i genitori lavorano fuori casa ed i figli sono educati a gestire le proprie giornate da soli. Collaborano al buon andamento della famiglia dando una mano nei lavori domestici e dividono il loro tempo libero tra compiti, sport e attività organizzate dalle scuole, come ad esempio corsi informatica, di teatro o di fotografia.

Non è raro sentire un finlandese descrivere i suoi connazionali come persone silenziose e riservate. Non è proprio vero: i finlandesi sono in realtà persone loquaci e ospitali, anche se il mito del finlandese musone la fa ancora da padrone. Saranno loro stessi i primi a farlo presente, con il loro caratteristico humor che li contraddistingue. In Finlandia si usa dire: “Un finlandese introverso ti parla tenendo lo sguardo fisso sulle SUE scarpe; un finlandese estroverso ti parla tenendo lo sguardo fisso sulle TUE scarpe”.

 

 

LA GASTRONOMIA FINLANDESE

Nel tipico menù finlandese le zuppe sono una costante, sia che si mangi in casa sia al ristorante. Possono essere a base di carne, cavoli e piselli, molto sostanziose e dal sapore deciso; oppure a base di pesce, più cremose e delicate. Tra le ricette tradizionali finlandesi a base di pesce (quasi sempre accompagnate da una gran varietà di salse) si segnalano soprattutto il salmone (lohi), fresco o affumicato, l’aringa marinata (silli), la frittura di pesciolini di lago (muikku) e, nel nord, il salmerino. Tra i piatti di carne eccelle tra tutti la renna, stufata oppure, secondo la ricetta tradizionale, saltata in padella e servita con i mirtilli rossi. Due specialità molto apprezzate sono il fegato alla griglia servito con purea di patate e pancetta affumicata e le polpette di carne. È possibile anche gustare l’alce e, durante la stagione venatoria, le bistecche di orso, entrambe piuttosto care. Tipici, come in tutti i paesi del nord i deliziosi frutti di bosco, con i quali spesso si confezionano confetture e liquori aromatizzati. Fra i dolci tipici la pulla, una pagnottella dolce alla cannella o cardamomo, con granella di zucchero, con la quale si è soliti accompagnare il caffè ed il korvapusti (tortina di cannella).

Una menzione a parte vale per i piatti tipici natalizi, soprattutto sformati cotti al forno, di rape, patate, carote con il riso, fegato, orzo, ecc. Tra questi il karjalanpiirakka (tortino di riso e patate) e il kalakukko (pasticcio di pesce e carne di maiale in crosta). Il piatto forte a Natale è rappresentato dal prosciutto salato e cotto lentamente al forno tutta la notte precedente, ed il rosolli, un’insalata a base di patate, carote e sottaceti.

 

LE LEGGENDE

La mitologia finlandese vede una ricca produzione letteraria legata alla tradizione orale, costituita prevalentemente da poesia epica e lirica, ballate popolari, fiabe, proverbi e indovinelli e databile intorno al 100 a.C.. Essa testimonia la migrazione di tribù dal nord e dalle zone orientali del Baltico verso la penisola finlandese. La mitologia finlandese fa parte della più ampia tradizione mitologica cosiddetta ugro-finnica, cioè di quel gruppo di miti di lingua estone, ungherese e più in generale nordica (Scandinavi, Lapponi, Balti) con i quali presenta diverse analogie.

Ukko dio del cielo e del tuono, è una delle figure più importanti della mitologia finlandese, rappresentato con un martello, un’ascia e una spada.

L’orso era considerato l’animale sacro, incarnazione delle anime degli avi, del quale non si poteva pronunciare il nome (ancora oggi il finlandese conserva molte forme alternative per questa parola).

Frequente è il coinvolgimento dii uccelli nelle saghe.

Il patrimonio mitologico della Finlandia si è tramandato oralmente fino al secolo XVIII e la sua tradizione è stata raccolta nel XIX secolo da Elias Lonnrot che per la prima volta lo ha riunito in quella che è divenuta il poema nazionale dei Finlandesi, il Kalevala (Terra di Kaleva) una raccolta di racconti, canti popolari ed eroiche leggende che narra la fantastica epopea di questo popolo nordico ed il suo grande amore per la natura.

Gli antichi finlandesi credevano che tutte le cose del mondo vivessero di vita propria e fossero pervase da uno spirito capace di comunicare con gli esseri umani.

Quest’opera è stata preziosa fonte di ispirazione per intere generazioni di scrittori ed artisti, in particolare nell’ambito delle arti figurative e della musica (con l’opera del compositore Jean Sibelius).

Da non dimenticare:

la leggenda di Santa Claus/Babbo Natale

Il personaggio di Santa Claus (Babbo Natale) è parte di una delle leggende nordiche più note al mondo.

Tutti lo sanno: Babbo Natale viene dalle parti del Polo Nord, è barbuto, grassottello e sorridente e la notte di Natale porta regali ai bambini di tutto il mondo viaggiando su una slitta trainata da renne.

Ma la storia di questo personaggio, si incrocia e si confonde con quella di San Nicola, che nelle regioni germanofone mantiene scadenze diverse, arrivando infatti, con le stesse funzioni di Babbo Natale nella serata del 5 dicembre.

La leggenda, diventa tradizione, nasce in Turchia, approda a Bari, si trasforma nell’Europa del Nord e assume la sua forma definitiva (Santa Claus) in America da dove ripüarte diffondendosi ovunque nel mondo.

San Nicola era greco, nato intorno al 280 d.C., divenne vescovo di Mira, cittadina romana nelle vicinanze di Antalya. In tempi turbolenti, si guadagnò la reputazione di fiero difensore del cristianesimo. Le sue spoglie arrivarono a Bari nel 1087 dopo che un gruppo di marinai e preti se ne impadronirono in Asia Minore. Della sua morte si sa solamente che avvenne il 6 dicembre: ignoto l’anno. La sua figura, a cui vennero attribuiti molti miracoli, crebbe in popolarità in tutto il mondo cristiano anche grazie ai racconti dei marinai che viaggiavano sulle rotte mediterranee ed europee. Di lui si racconta che, con una grossa donazione di denaro, consentì a tre giovinette di avere una dote e di sposarsi, mentre altrimenti sarebbero state destinate alla prostituzione; si racconta anche che resuscitò tre ragazzini uccisi da un truculento oste che li voleva servire come pietanza agli ospiti della sua locanda.

 

 

Per molti secoli il culto di san Nicola – e la tradizione di fare regali ai bambini – si continuò a celebrare il 6 dicembre come abbiamo già detto. La tradizione e l’iconografia orientale, giungendo nelle zone nordiche d’Europa, gli fecero prendere progressivamente caratteristiche tipiche di divinità pagane preesistenti, come il dio Saturno o il nordico Odino, rappresentati con barba bianca e in grado di volare. Questo fenomeno è tipico di tutte le religioni dove Dio o un Santo, anziché porsi come alternativa ai vecchi dei, ne assumono connotazioni e caratteristiche. E si sa che San Nicola, che in vita aveva protetto i giovani e i bambini, era anche incaricato di vegliare su di loro e controllare affinché fossero buoni e pregassero regolarmente.

Con la Riforma protestante e l’abolizione del culto dei santi, il compito di portar doni ai bambini fu affidato a Gesù Bambino, e la data slittò alla vigilia di Natale. Ma Gesù Bambino, piccolo e inerme, non poteva certo costituire un mònito per il comportamento dei bimbi.

E vennero le migrazioni in America, e olandesi, danesi soprattutto e tedeschi, portarono con sé queste leggende quando fondarono le prime colonie. Gli olandesi, affezionati a San Nicola, mantennero il suo nome, “Sinterklaas”Sinterklaas o Sint-Nicolaas, chiamato anche più semplicemente De Sint (“The Saint”), De Goedheiligman (“The Good Holy Man”), e De Goede Sint (“The Good Saint”); Sinteklaas lo chiamavano i frisoni mentre i Lussemburghesi optarono per Kleeschen e Zinniklos.

Fu all’inizio dell’Ottocento, che la festa del Natale, fino ad allora festeggiata in modo “ultrapagano” con fiumi di alcool, fu trasformata, grazie all’impegno romantico di noti poeti in una festa di famiglia, e grazie a un noto pittore-vignettista, Santa Klaus inizia a prendere le fattezze di oggi e rientra in Europa pubblicizzando la Coca Cola.

Oggi, la figura del paffuto vecchietto, dispensatore di doni, resiste a qualche chilometro da Rovaniemi. Attorno alla sua “casa” e all’ufficio postale che raccoglie le lettere con i desideri dei bambini, è nato un piccolo centro, dove il business impera.

In Tirolo, in Svizzera e comunque anche in altre regioni dell’arco alpino, a San Nicola (o Nicolò), che il 5 dicembre porta doni ai bimbi, vengono affiancate figure come i Krampus (demoni o diavoli violenti e terrificanti) e un servo (frate Ruprecht) che si incarica di portare il sacco coi doni.

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