Giorni 115-118: immerso nei colori…

dal 24 agosto al 28 agosto 2015 – Risvegliarsi a Nairobi

Sono sempre dell’opinione, che il presentarsi di situazione nuove, problemi, eventuali stop, sono sempre da leggere perché forse celano al proprio interno delle chiavi di lettura, delle novità o delle sorprese, che se il tutto fosse andato da programma prestabilito, non si sarebbero potute cogliere.

Non voglio rischiare di essere frainteso, per un positivista estremo; muoversi toccando con mano realtà che vivono quotidianamente problemi seri di vario genere, mi fagocita nei loro aspetti burocratici e super certificati che determinano uno stop per la naturale programmazione di Pangea, Cycling on Life’s Origin.

Un visto di ingresso via terra, in territorio Etiope necessita di verifica e del coinvolgimento di tre Ambasciate per essere rilasciato.
Settimana dedicata all’espletamento delle pratiche richieste; era in conto, fa parte dell’esplorazione odierna sulla quotidianità di quello che si incontra, e che si vive.
Fossero questi i problemi, ben venga la pratica in più da presentare.

Chiaramente non pedalo e mi muovo in una Nairobi, che mi ospita come fossi da sempre di queste parti.
Al mattino, faccio tappa dai ragazzi che all’angolo preparano dei mix di frutta veramente gustosi.

Si va per la città in un fiume di gente che si muove facendo abili gimkane tra tutto l’esploso di veicoli che si può trovare in una città, dalle moto che portano di tutto agli autobus di varie grandezze e forme, dipinti e personalizzati nelle scene più fantasiose, decisamente allegre che mettono buon umore.
Gli abitanti di Nairobi, a mio avviso hanno un altro sistema respiratorio, dovrebbero essere studiati perché come mammiferi umani riescono a convivere con enormi quantità di fumo da gas di scarico. Questa purtroppo è la nota dolente, per il resto, vivi e ti lasci andare in quel vortice di allegra energia umana, che mi aveva attirato fin da quando sono arrivato alle porte della città.
Il pomeriggio, lascia spazio a cercare qualcosa di interessante fra tutti gli articoli che vendono e che sfruttano anche l’ultimo cm di spazio sul marciapiede, sulle porte e su qualsiasi superficie utilizzabile. Poi l’offerta di pietanze di cucina locale è praticamente ad ogni porta.

Nairobi, come tantissime grandi città parte dalla desolazione abitativa della vasta periferia per arrivare ai nuovissimi e moderni grattacieli che svettano in un ordinato e pulito centro città.
E come in tutte le grandi città, c’è la possibilità di mangiare a tutte le ore, normalissimo incontrare ristoranti aperti in modo continuativo dalle 6.30 del mattino fino alle 10 di sera.

L’offerta è di ogni genere e per tanti tipi di tasche, mi auguro che almeno la maggioranza della gente vi possa accedere.
Passo davanti all’ingresso del visitatissimo Old Masaai Market, per un attimo penso di farcela, prendo deciso la direzione dell’entrata, per concedermi questo gesto estremo, ma appena a ridosso dell’ingresso e alla visione di migliaia di articoli di mercanzia esposta, la testa comincia a girare, ho necessità di un bagno, le gambe diventano legnose accompagnate da sudorazione… no scherzo c’è solo una sorta di un mio atteggiamento senz’altro sbagliato, che mi fa indietreggiare, e mi devo riallontanare per recuperare il normale controllo dei miei aspetti funzionali di base.

Neanche questa volta riesco ad addentrarmi da solo in uno dei paradisi dell’acquisto disseminati in giro per il mondo, e penso “ai tanti” altri che riescono fortunatamente ad affrontare queste realtà individuando degli articoli specifici, e uscendone chiaramente soddisfatti.

Mi sembra di vedere il negoziante che guarda l’uomo bianco (allias mzungu Alessandro) con gli occhi persi nel nulla, e si chiede, “ma che cavolo ci fa sto qua qui dentro”; niente troppo difficile per me.

Ormai, le formalità e le pratiche dovrebbero essere pronte, però l’apertura dello sportello mi riporta a lunedì della prossima settimana; sempreché non ci sia qualche pratica che abbia ancora qualche virgola da modificare; mah, mi auguro che tutto sia come da prassi di richiesta.

Sabato e domenica, spero che la morsa del traffico si allenti un po’, così provo a uscire dalla città, sui pedali.

Ci sentiamo, a presto.
Ciao

Alessandro

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