Giorno 104: graffiti e un piatto di pasta…

13 agosto 2015 – da Kondoa a Kolo

La tappa di oggi, nei riguardi della distanza di quella di ieri, è decisamente molto meno impegnativa, anche se il tipo di strada, è lo stesso.
Decisamente meglio, dato qualche ulteriore segnale positivo da casa, e lo stop a Kolo, per inoltrarmi sulla savana e sulla montagna, dove ominidi (del periodo Habilis), hanno lasciato segni tangibili del loro passaggio e della loro vita.

L’arte rupestre, si evidenzia con disegni tipici di quel periodo, e realizzati con una pietra che subito dopo bagnati li ha fissati nel tempo, facendoli diventare parte viva della roccia.
In questi tre siti, in cui sono distribuiti, c’erano praticamente le loro case con un’ottima vista sulla savana: specie nel sito B3, si concentravano, riti sacrificali x ottemperare a qualche vario problema del villaggio o della singola persona; in maggioranza decisamente verso le donne.

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Pensate che a tutt’oggi, lo stregone del villaggio, risale con gli interessati lassù per continuare le pratiche sacrificali quasi come un tempo.
Questa storia dello stregone e dei riti sacrificali di oggigiorno, mi fa sentire decisamente estraneo al contesto, chiaramente accetto e continuo per la mia strada.

E’ caldo, e ormai le gambe non girano più; aspetto che scenda un po’ il sole quasi prendendo sonno in una panchina del negozietto di una signora, che mi da una dritta di un camp poco distante. Le ricordo che non ho visto alcuna insegna, però la vedo decisa, e cercando sul gps, non credo ai miei occhi, perché aveva perfettamente ragione.

Il posto del camp, è di un inaudita bellezza, però diciamo decisamente molto spartano e senza i momenti della miglior manutenzione.
Praticamente di quello che c’è non funziona niente, a parte un pannello fotovoltaico che alimenta una radio che trasmette solo musica reggae. Da queste parti, il grande Bob e il Che, sono molto in auge.

Il gestore del campeggio, unico abitante fisso, mi sembrava non del tutto reattivo e con una lucidità parziale, però riesce a rispondere alla mia domanda di preparare da mangiare. Il camp, fa il servizio ristorante (scritto sulla tabella della porta del campeggio); però con la dispensa completamente vuota.

Tiro fuori un pacco di pasta da mezzo chilo, e gli propongo di cuocerla, magari facendo un po’ di sugo fresco;
richiesta accettata e ci siamo sparati in vena, un mezzo kilo di pasta: momento conviviale di quei che uno si confessa, e…

Dico solo che il posto merita!

Ciao a tutti
Alessandro

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