Giorno 109: il popolo Masai…

18 agosto 2015 – da Mto ambo ad Arusha

Savana, colori, Dio Enkai e fiere Donne Masai.
Una giornata passata a riorganizzare l’uscita dalla Tanzania, con il monte Meru all’orizzonte il Kilimangiaro molto vicino una savana molto rada e brulla in cui i soli Masai riescono a vivere e donarle degli accenni di fantasie di colore umani.

Il loro dio Enkai, che si rivela con colori diversi in base al suo umore, dona ai Masai quella gentilezza nell’incedere che lega perfettamente con i colori che regalano all’ambiente che li circonda; la savana è loro e dentro di me li ringrazio per queste sensazioni che mi regalano (grazie a Dario, il ciclopedista di pangea Cycling on life’s origin, che ci regala sempre particolari molto importanti).

Nel silenzio della savana, accompagnata dalla molteplice offerta di canti degli uccelli, inaspettatamente vengo rapito da un canto di donne. Entro nel villaggio e mi si para davanti una danza di donne Masai, che cantano e sembra quasi seguano un loro rito religioso, chiedo, ma anche i Masai maschi che osservavano a distanza, sono restii a rispondermi.
Me ne sto su un angolino e seguo un po’, appena si accorgono del Mzungu (io), lentamente si spostano in un altro lato del villaggio per continuare con il loro penso importante momento di aggregazione che stavano vivendo senza avere ospiti.

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Riprendo a pedalare, e con il pensiero a organizzare l’entrata in Kenya, dato che mi arrivano notizie discordanti e mi spiazzano un po’ sulla scelta per la fattibilità dell’itinerario a seguire.
Va beh, niente problemi nei prossimi giorni dipanerò la questione.

Nella frenesia di Arusha, dominata dalla vedetta del imponente e maestoso monte Meru, vi auguro la miglior buonanotte.

Mzungu Alessandro

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