Giorno 11: nella casa degli Elefanti

Stop ai pedali, bisogna incontrare gli elefanti: è noto che oggigiorno ai parchi abitati da un certo tipo di fauna non si può accedere con la bici (comunque fino a non molti anni fa, la bici era utilizzata dai rangers per il servizio interno), per cui mi sono infilato in un gruppo di visitatori accompagnati da una guida, che mi hanno ospitato all’interno del loro pulmino per la visita.

Caspita, bella ed interessante la visita al parco con gli incontri di vario genere dai goffi facoceri (cene per i leoni) alle eleganti zebre; dai pacati elefanti ai reattivi e scattanti cudù; dai sornioni e arguti Bufali del Capo alle elastiche Antilopi. Senza menzionare i vari tipi di fauna volatile che caccia e convive con la fauna non volatile.
Già si vive una serie di emozioni per la natura che ti avvolge, sempre con la mente che gli animali in zone comunque delimitate hanno incrementato mille discussioni.
Però c’è sempre il valore aggiunto dell’istituzione del parco, e cioè: molti anni fa in quella zona specifica a nord di Coechester (fra Port Elizabeth e Grahamstown) c’è sempre stato un bush ideale per i big five, come umidità del terreno, come altezza e diffusione delle macchia vegetativa che caratterizza il bush stesso.

Anche se da stime differenti, comunque le comunità di Elefanti erano di alcune migliaia. Ai lati del bush c’erano tanti farmers che si erano insediati, e che dovevano tutti i giorni affrontare gli elefanti ceh continuavano qad andare per la loro strada (proprio la dovevano impiantare le loro fattorie ?).
Passo successivo, il governo aiuta i farmers e forse anche altri e invia cacciatori professionisti a contenere la naturale progressione dei nativi elefanti; morale della favola, dopo un po’ di anni di massacri (colonia ridotta a qualche decina di capi), cambia il governo e la politica e per fortuna decidono di istituire l’area a parco, per dividere questo contendere che durava da anni e aveva già perpetrato un disastro faunistico.
Morale della favola, adesso il parco può contare su un ristabilimento (comunque sempre ridotto rispetto a prima) della fauna indigena, e personalmente mi fa piacere accogliere un iniziativa a mio giudizio positiva, a bordo di Pangea Cycling on Life’s Origin, su quanto fatto in tempi decisamente recenti.
Ringrazio per l’accoglienza, la comunità di Facoceri, zebre, elefanti, cudù, antilopi, bufali, scarabei e tutti gli altri che ci sono, a cui non ho rotto le scatole con i miei tentativi di fotografia.

Domani si pedala, ciao notte

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