Giorno 111: si pedala Verso l’Equatore!

20 agosto 2015 – da Namanga (Kenya) a Athi

Girato il contatore dei 7000 km, e continuo a pedalare verso l’equatore, mantenendomi sull’altopiano che mi fa passare le Maparasha Hills, in un ambiente che ti fa tenere il naso all’insù.
Questa storia dell’equatore, mi regala una qualche piccola soddisfazione; però per il momento mi auguro semplicemente di arrivarci.

Non so se capita anche a voi, ma quando entro in un nuovo paese, anche se informato preventivamente, mi viene sempre da aguzzare gli occhi per cercare la novità. Questo è meglio, questo è peggio, la gente, case, capanne, e mi piace lasciarmi andare a questo osservare che mi fa sempre una gran bella compagnia.

Il pensiero va un po’ anche ai giorni prossimi, che saranno più imperniati sul toccare le nostre origini, perché praticamente sono al centro della Rift Valley, e qui c’è l’imbarazzo della scelta di argomenti a riguardo delle nostre origini.

Intanto pedalo e verso Athi, crocevia della grossa arteria che porta a Mombasa sull’oceano indiano, il traffico diventa talmente caotico che con la mia baiskeli (bicicletta in Swahili), è meglio che mi tiri fuori e che pensi a trovarmi un posto per la notte.

Ciao notte
Alessandro

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  • marcello manzoni Scritto 3 anni fa.

    un amico che ha frequentato i poli è estremamente curioso, e anche un po’ invidioso, quando l’itinerario Pangea arriva all’Equatore!
    Moltissimi affettuosi auguri e arrivederci
    marcello manzoni

    • Alessandro Scritto 3 anni fa.

      Grazie Marcello, per questa tua onorante attenzione verso Pangea. Con estremo piacere, sarai virtualmente al mio fianco, assieme a tutto il pubblico di Pangea in questo importante momento. Neanche immagini, quante volte

  • alessandro Scritto 3 anni fa.

    Grazie Marcello, per la tua onorante attenzione verso Pangea. Ben volentieri sarai virtualmente al mio fianco, assieme a tutto il pubblico, in questo importante momento.
    Superando valli, altopiani, catene montuose, neanche immagini quante volte mi sono detto, “qui ci vorrebbero gli occhi di un geologo appassionato come Marcello”. Grazie ancora, ciao
    Alessandro