Giorno 112: nell’occhio del ciclone!

21 agosto 2015 – da Athi a Nairobi

Eccezionale la tenuta di questo popolo inarrestabile: eh si, penso proprio fortunatamente inarrestabile; per vivere sono in movimento 24 ore al giorno.
E’ giorno e riesco ad avere un quadro un po’ più dettagliato della situazione, e cioè giungo dalla savana con traffico inesistente e arrivo ad Athi, 3-4 corsie per ogni senso di marcia distribuito in questo modo, due regolari + una sulla corsia di emergenza, + una sul marciapiede per i pedoni, che ogni tanto viene interessato dalla moto in contromano che correva sulla scarpata.
E tutti nel massimo della naturalezza!

Comunque continuo in direzione Nairobi in un muro di polvere, smog, fumo, clacson, fuochi accesi sul lato della strada, scarpate zeppe di immondizia, odori dai più nauseabondi a profumi di cipolla fritta e barbecue di carne o di pesce a centimetri 0 per gli automobilisti che possono fruirne in modo veloce e appena cotto.

Mi sento quasi come risucchiato da un vortice, che passa questa barriera (infernale per me), ma normale per gli abitanti della township di Nairobi.

Avanti, il vortice continua a risucchiarmi da una pompa di energia umana accompagnata da musica reggae e di meravigliose sonorità africane, condite da un sorriso omogeneamente diffuso che ingentilisce i contrasti.

Arrivo anch’io non so come, grazie solo alle mappe e la traiettoria del GPS, che mi conducono nell’isola pulita, silenziosa, e per niente caotica nell’ordinato centro città di Nairobi, e sempre con il filo conduttore del sorriso come compagno di viaggio da 7000 km ormai.

Come essere nell’occhio del ciclone in tempo reale, accolto da una tranquillità tipicamente africana e molto bella da apprezzare.

Ciao a tutti
Alessandro

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  • Ruggero Scritto 2 anni fa.

    Ciao Ale. Ti seguo da poco e non sempre assiduamente. Tu, grande come sempre e spesso al centro dei nostri pensieri tra amici. Claudio, Masetto etc. Ciao da Ruggero e Cesa