Giorno 160: finalmente il Nilo…

9 ottobre 2015- da Debre Libanos a Gora Tsijon (Etiopia)

L’arrivo di ieri sera a Debre Libanos sulle gole del Finka Wenz (per altri geografi Koby Wenz), un’affluente del vicino Nilo Azzurro, mi fa vivere una sensazione di netto disagio. E’ una di quelle volte che non colgo il solo aspetto affascinante della natura in cui sono inserito, dato dalla storia che in quei precisi luoghi, i nostri connazionali nel 1936 (apice della stupidità umana in quel contesto espansionistico), hanno massacrato circa 1600 monaci copti allineati sul bordo dei dirupi delle meravigliose gole del fiume, in un azione di vendetta da piena stupidità umana che si nutre nelle guerre.

Momento di tristissimo ricordo della nostra storia fatto scaturito solo per “giustificare” dicono loro un attentato fatto nel febbraio del 1937 da due etiopi che avevano lanciato due bombe nel contesto di una cerimonia, che si stava svolgendo ad Addis Abeba, in cui veniva celebrato l’inizio del dominio del potere fascista in Etiopia; e stavano distribuendo alla gente qualche obolo per giustificarsi di tutte le efferatezze fatte fino a quel momento.

Quelle due bombe uccisero 8 persone; la giustificazione per dimostrare vendetta fu servita a dovere al dittatore Mussolini.

Per tutta risposta della fermezza del potere politico, venne inoltrato da Roma, l’ordine di eseguire la rappresaglia come fermo linguaggio di potere. Partirono da Addis le truppe italiane, che nel loro percorso distrussero, bruciarono i villaggi e si dimostrarono, con le purtroppo normali devastazioni scritte in tutte le stupidità di chi vive del mondo della guerra.

Condite con l’uccisione di 2526 persone (fa paura anche la gestione aritmetica ritrovata grazie all’abilità degli storici), fintanto che sono arrivati a Debre Libanos; sede dei due più importanti monasteri copti in Etiopia, dove sarebbero stati addestrati i due giovani che avevano condotto l’attentato terroristico. Per dare “giusto” ringraziamento alla fermezza della politica fascista di quel momento, l’azione continuò completandosi nel maggio del 1937, in cui furono massacrati altri circa 1600 copti, di cui la maggior parte bambini, che vennero allineati sul bordo della gola, mitragliati e buttati di sotto (ottime le note prese da “strage cancellata” di Andrea Semplici).

Che dire, la vita continua e bisogna tanto star bene per quanto fatto di realmente intelligente per vivere in pace, quanto giustamente ricordare persone a cui è stata tolta violentemente e ingiustamente la vita.

Io non ce la faccio, ma il dato di guerre che attualmente sono in atto è da brividi; vi invito solo all’esplorazione del dato.

Faranji, continua sulla linea della migrazione che ha incontrato molte eccellenze di vita, compresa la libertà di pedalare da solo in molte parti di questo meraviglioso mondo.

Consiglio a tutti di arrivare sulle gole del Finka Wenz di Debre Libanos, per annusarne l’aria e quanto di bello oggigiorno si può apprezzare toccando quei luoghi.

Con tutti questi pensieri che girano per la mente, a sera arrivo sul bordo di un’altra gola, che mi riempie di soddisfazione, eh si sono quasi commosso nel poterlo scrivere di avere toccato uno dei punti più a sud del Nilo azzurro, che se va tutto bene dovrei viverne una consistente vicina compagnia.

Una meta raggiunta in punta di pedali a cui auspicavo particolarmente.

Ciao a tutti

Alessandro

Lascia un commento

Tutti campi sono obbligatori

  • Antnino Benincasa Scritto 3 anni fa.

    I tuoi amici seguono le tue tracce. Un abbraccio da Bolzano Antonino

    • Alessandro Scritto 3 anni fa.

      Ciao Antonino, in quella salita mi vedevo disegnato dai tuoi studenti, in tanti bei modi fantasiosi; non so cosa avrei fatto pur di risolvere la particolarità di quel tratto.
      Se va tutto da programma, fra non molto ci incontriamo.
      Un gran saluto a te e a tutta la combriccola universitaria. ciao

      Alessandro