Giorno 162: un giorno di festa…

11 ottobre 2015 – da Debre Marcos a Injibara (Etiopia)

Con Debre Marcos, si può dire anche quanto sia piccolo il mondo, dato che il nome deriva dal duomo eretto in nome di San Marco nel 1800, nella cittadina famosa anche per essere stata capitale dell’Oromia fino al1995; eh si, proprio come quello nostro di Venezia, cittadella sull’acqua, che fortunatamente pochi conoscono che vive all’ombra della meravigliosa Mirano. Devianti campanili e campanili e campanili………. (scusate il semplice e leggero tentativo di scherzo).

A proposito di campanili, oggi è una giornata di festa e la strada e la gente che cammina ai bordi popolandola, indossa il vestito della festa, un grande scialle bianco le donne e un bianco leggermente più cupo gli uomini. Tutti che fanno tanta strada a piedi per dimostrare la loro fede e incontrare il rispettivo del loro credo, mi scuso con la loro spiritualità, ma colgo solo e di passaggio l’aspetto cromatico della situazione e dai loro visi la solennità di quel momento.

Per loro muoversi a piedi è di una naturalezza incredibile, e dopo aver percorso tutta la settimana quei percorsi portando pesanti fardelli, alla domenica coprono altrettanti chilometri a piedi per condividere la loro spiritualità con gli altri.

Condividono con gli altri in modo reale, a piedi, parlando, scambiando, e non come noi (me in primis) fighetti occidentali che condividono attraverso una fredda tastiera di plastica, e magari stanchi anche di questo e cliccando solo su di un tasto con un freddissimo e squallidissimo “mi piace” o “non mi piace”, magari sulla foto inserita “ho bevuto questo” o “sono andato al bagno 15 volte”.

Ho passato la giornata, giocando sulle differenze del tipo di condivisione.

Scusate la mia brutalità, ovviamente i social sono importanti se utilizzati per la loro essenza, in cui la realtà virtuale avvicina genti molto distanti, avvicina impressioni scritte scambiate con persone che vivono dall’altra parte del pianeta, o comunque distanti; per cui tutto quello che avvicina e fa scambiare è un elemento di meraviglioso scambio di informazioni.

Non dico nulla di nuovo, e sono naturalmente conscio di tutto quello che mi potrà ritornare sul profilo delle riflessioni dopo queste mie righe, che esulano e mi trovano concorde con la valenza e l’eccezionale potenzialità rappresentata oggigiorno dai social, che purtroppo perlopiù, sono sminuiti perché utilizzati e riempiti solo per apparire, o ritornare notizie parziali.

Pedali che mi affiancano a queste genti, oltremodo mi regalano il fascino del loro sorriso, delle loro facce che evidenziano espressioni di vita difficile, irraggiate dai loro sorrisi verso un qualsiasi faranji che passa con la sua bici.

Ah, che meraviglioso regalo.

Ciao

Alessandro

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