Giorno 164, Meravigliosa acqua

13 ottobre 2015, Bahir Dar (Etiopia)
Gli acquazzoni della notte, regalano uno strato di fango alla sterrata che conduce fino alle cascate del Nilo Azzurro, rendendo difficile la percorrenza con le mie gomme da asciutto; dopo chilometri di equilibrismo, di sole, vecchi autobus che aprono vie navigando indifferenti nel fango e una sottile brezza asciugatrice, riesco ad arrivare in zona.
Lo spettacolo delle cascate purtroppo è ridotto nella portata, ma i miei pensieri automaticamente non vanno all’entità dello spettacolo, ma a tutte le conseguenze che minor acqua sono sinonimo di minor vita per delle genti che vivono in un habitat oserei dire, quasi completamente integrato con la natura.
Utilizzano quanto la natura gli offre, e tutto diventa riciclabile, anche nel lavare esternamente le bottiglie vuote di plastica dell’acqua , per averle più presentabili nel caso qualcuno volesse un caffè a una cifra , che definire irrisoria è già un prezzo difficilmente comparabile per Faranji.
Penso che queste genti siano i veri naturalisti del nostro pianeta, e da come guardano il forestiero occidentale, vorrebbero molto essere aiutati nelle loro faccende quotidiane come i nostri inquinanti servizi aiutano noi.
Stupendo lo spettacolo di vita che mi viene regalato da queste genti che vivono nel loro quotidiano i sentieri, montagne, ponti sospesi e ponti costruiti dai conquistatori portoghesi, per spostarsi tra i villaggi, e io mi sento decisamente bene nell’essere ospitato come un piccolo intruso nelle loro terre, sempre nel massimo riguardo e rispetto.
Faranji ringrazia le genti del alto Nilo Azzurro
Ciao
Alessandro

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