Giorno 165, Umana Agricoltura

14 ottobre 2015, Bahir Dar – Addis Zemen (Etiopia)
Continua la poesia dei panorami e degli scenari di vita in cui la strada si insinua.
Una settantina di chilometri di risaie, di appezzamenti coltivati a tef e a colture varie, a mano e a buoi.
Bambini che accudiscono bestiame e giocano nelle pozze d’acqua, e magari o anche senz’altro dormono fuori alla notte perché tornare a casa, non gli regalerebbe un pasto; incuranti dal “copriti” o dal “stai attento” chioccesco di genitori iperprotettivi.
Bambini purtroppo, che devono diventare adulti per mantenersi vivi, e il loro tempo del gioco lo devono condividere con qualche pecora che se non accudita, rischia di finire investita dai rari automezzi che sfrecciano sulla strada.
Lo spettacolo di questo altopiano che comincia a degradare verso quota 2100 – 2000 mt s.l.m., è di un ordine unico.
Io penso che noi riusciamo a farlo grazie a trattori e moderni sistemi per l’agricoltura, qui fanno tutto a mano e con i buoi come forza di traino.
Da Addis Abeba fino a dove sono adesso, sono ormai quasi 600 km di colture perfettamente mantenute.
Grandi Oromi e Ambhara, egregio il vostro lavoro.
Ciao
Alessandro

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