Giorno 166, Frutta e verdura a km 0

15 ottobre 2015, Addis Zemen – Gonder (Etiopia)
Fra le varie colture che girano a bordo strada, vedo anche molti sacchetti di Chat, che i giovani apprezzano fuor misura ( la sensazione è di massima attenzione verso le foglie di questa pianta), e la propongono anche a me, allungandomela quando gli devo, per forza passare vicino con la bici.
Quando si tratta di assaggiare per la prima volta, specie le erbe, mi ritengo un fifone, perché non conoscendo gli effetti collaterali, ed essendo in un contesto solitario, evito a priori; per cui mi scuso con i venditori di Chat per non averne acquistato neanche un rametto.
A proposito di chat e alimenti, piccola parentesi a riguardo del sempre ottimo FirFir locale; quello che scelgo solitamente è fatto con pezzetti di carne di montone cotta con la cipolla, e servito in un letto di riso e verdure bollite o qualche volta grigliate.
Quando lo trovo, e l’ispirazione è quella giusta, non me lo faccio scappare.
Un piatto dell’ottima cucina Etiope, che loro propongono su tutto il territorio, tagliando a pezzettini della carne di capra, pecora o addirittura di pesce, e che accostano con riso (il basmati di queste parti è ottimo), verdure cotte enjera, e da salse più o meno cariche di Berberè molto piccante .
L’unica cosa che non riesco a far mio, è il gusto dell’enjera; questo cambia niente, l’importante è che per loro sia un piatto gustoso.
Arrivo a Gondar, nella classica situazione di genti, fuochi, fumi, odori, animali domestici che vivono la strada come il loro giaciglio, ehhhhh…. sono contento di essere arrivato e potermi concedere una spirituale birra che scivola deliziosa nell’intimo umano.
Ciao
Alessandro

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