Giorno 17: cambia il paesaggio…

17 maggio 2015 – da Tarkastadt a Stivensburg

Continua la mia pedalata verso nord: oggi il paesaggio è cambiato decisamente.
Dal bush dalla vegetazione tipica alla quale ormai mi ero abituato, alle distese ondulate pressoché di terra e sassi: un paesaggio piuttosto desertico che ha però un grande fascino.

I pensieri spaziano senza limiti così come lo sguardo sulla strada che corre in mezzo al nulla… ogni tanto il vento alza cumuli di sabbia o sposta lungo il manto asfaltato grosse sterpaglie, dandomi la sensazione del movimento in un quadro che per lunghi tratti mi sembra immobile, come congelato.
Curioso pedalare verso nord e la sera dover affrontare il sole che si spegne proprio là dove non mi sarei aspettato: in questa parte del mondo il nord e il sud sono invertiti.

Il temporale della notte e il forte vento mi fanno partire in un atmosfera decisamente invernale; il giorno prima ho valicato a 1700 m e adesso dovrei mantenermi fra i 1200 m SLM. E’ domenica mattina, le strade sono deserte, e continua il mio progredire in perfetta solitudine. I pensieri non sono ancora ben allineati con quanto sto facendo.
Difatti progredisco con i miei schemi dell’ultraendurance, ma Pangea Cycling è una cosa diversa: un po’ alla volta conto nell’entrare in simbiosi con quanto progettato e adesso in fase attuativa.

In mezzo alla sola distesa di terreni, incontro una coppia di giovani umani, forse due fratelli vestiti di cenci, e penso decisamente affamati.
Non riesco a comunicare con loro: chiedo cosa facessero, dove vivessero, ma nessuna risposta.
Mi viene il groppo in gola, apro le sacche e ci sono ancora due pezzi di formaggio e delle bustine di multi frutti disidrati: tengo una piccola scorta per me e il rimanente glielo porgo. Non mi hanno detto nulla ma con lo sguardo hanno detto le parole di una vita.
Scusatemi, ma solo un tentativo di filmato, che ho subito smesso; penso che certe situazioni possano non essere documentabili, ma debbano rimanere negli occhi di chi le vive.

bambini africani

Arrivo ad Hofmeyr, a metà della giornata sui pedali, chiedo se c’è un posto per mangiare qualcosa e di riflesso mi rispondono che se voglio posso far parte di una loro festa per raccolta fondi, e mi offrono un pasto: io ricambio offrendo un giro di birre.
Risalgo in sella, e il pomeriggio vola fra terre desertiche, abitate dalla sola fauna e i pensieri al mattino.

Le poche ma impegnative salite di oggi e il chilometraggio, mi hanno decisamente tolto ogni energia.
Stasera cena veloce e si va in branda molto presto!

Alessandro

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