Giorno 174, Scambi di Frontiera

24 ottobre 2015, Shedidi (Etiopia) – Al Qadarif (Sudan)

 

Anche la frontiera ha il suo fascino e la sua magia; genti che vanno e vengono e non si capisce niente di tutti quei pacchi scatoloni sacchi che viaggiano sulla testa o legati con maestria per mantenere l’equilibrio di qualsiasi veicolo utilizzato. Mai avrei pensato di incontrare allo sportello passaporti sudanese un altro giramondo . Forse era destino fare incontrare allo stesso momento e nello stesso punto, due viaggi così complessi . Però il tutto ha preso forma e consistenza con il cinese FU ( non so come si scriva e mi scuso con i cinesi, ma ho provato con un traduttore e non mi sento sicuro), comunque lui è partito da casa sua  ed è suo obbiettivo arrivare in Tanzania e io come voi sapete arrivo da tutt’altra parte. Che magia questi incontri, non hanno il benché minimo bisogno di essere commentati, ma solo gustati per il gusto dell’intraprendenza che li sostiene.

Mai vorrei allontanarmi dalle meravigliose temperature dell’altopiano etiope, ma la voglia di entrare in un paese fino adesso solo letto, difficile, distante per tutte le considerazioni che ci arrivano via mediatica, con temperature inospitali , mi fa stare su quanto prefissato nel mio itinere, e giro decisamente in direzione ovest nord ovest, con un po’ di tensione personale, per niente giustificabile

Ai numerosi controlli lungo la strada, strette di mano con gli agenti, colgo l’occasione per informarmi sullo stato di sicurezza (pensando alla news estrapolata la sera prima), e vengo sistematicamente rassicurato che problemi non ce ne sono, però è meglio non esca dalla strada principale.

Il Sudan è un paese arabo, per cui i bei primi incontri regalano il cesello grafico della lingua araba per compilare la modulistica necessaria a ogni Check Point disegnata da destra verso sx; donne coperte e uomini con la loro Kandura .

Stranezza che mi è subito balzata all’occhio, il reincontro con i trattori agricoli, gli ultimi visti in Sudafrica e praticamente dimenticati dallo Zimbabwe all’Etiopia compresa.

Parco auto viaggianti decisamente datato , con molte vecchie Land Rover serie 2 e serie 3 che continuano il loro onorato servizio nella quotidianità.

Forse sono ancora gli ultimi modelli, visto che gli inglesi se ne sono andati a metà anni 50.

Inizio la strada in Sudan, accompagnato da un bush medio alto e rado, che lascia lo spazio a coltivazioni di mais a perdita di occhio per una 70 di km, che cresce su di una terra nera (sembra di quelle decisamente fertili) e dopo si scende in un area predesertica che da verde passa a gialla.

 

Dai Ale sei in Sudan, anche se con un po’ di immotivata ansia, per adesso mi godo questo mio piccolo traguardo..

Adesso divento straniero, che in in arabo dovrebbe suonare “ Ainabi “ أجنبي

Ciao a tutti

Alessandro

Lascia un commento

Tutti campi sono obbligatori