Giorno 18: le grandi distese da Steynsburg

18 maggio 2015 – da Steynsburg a Venterstadt

Lascio alle mie spalle il piccolo villaggio di Steynsburg e le poche centinaia di famiglie che qui vivono soprattutto di pastorizia.
Questa cittadina è davvero piccola ma con alle spalle una lunga storia: fondata nel 1872, a causa della rarefatta vegetazione tipica di questa parte del Sudafrica Orientale, l’intera area è stata utilizzata per l’allevamento delle pecore fin dai suoi primi giorni.
Accanto alle diverse aziende agricole, si sono sviluppate delle aree residenziali, luoghi ideali per le famiglie e pensionati che qui giungono per poter vivere rilassati immersi in un anello di montagne e collinette, una cornice che esalta la bellezza selvaggia del Capo orientale.

La buona accoglienza della notte condita con un tocco di arte ciclistica, avvicina esteriori diversità.
Dopo la scorta giornaliera di acqua, esco dal villaggio un po’ baldanzoso e tronfio del mio nuovo modo di sentire Pangea, pedali, situazioni, che vengo accolto da un meraviglioso amico che si chiama vento in faccia, dal latino antico “fracca se ti vol dar vanti”.
Giornata in cui mi godevo già una pedalata tranquilla, si è verificata come una piccola agonia, tante le necessarie soste per prendere fiato.
I pensieri cominciano ad allargarsi e si confrontano con il “giro”; due mondi che utilizzano lo stesso mezzo ma completamente distanti, anzi quasi completamente scollegati solo non fosse per la similitudine del mezzo.
Meglio che non pensi al paragone fra questi due mondi, perché altrimenti mi innervosisco o addirittura mi incazzo con Andrea che non ha alcuna colpa, e ha già il suo daffare a sopportare me.

Giornata passata fisicamente con me stesso, ma in contatto con il mondo delle vecchie e delle nuove amicizie. A volte dimenticavo dell’aspetto Vento.

La strada da Steynsburg

Arrivo alla vista di Venterstadt, e mi godo l’idea degli ultimi km di discesa per arrivare al lago e parco, che quei meravigliosi aculei, che avvolgono una sferetta vegetale talmente dura , da farmi stare con la camera della ruota anteriore a guardare il tempo passare e io a ritrovare l’ultimo bucherellino che mi fa star su la gomma.
Copro gli ultimi 2 km praticamente con il crepuscolo notturno e per il parco ci penserò domani: sono a pochi passi da Oviston, sulle rive meridionali del grande Lago Gariep, un invaso artificiale largo più di 15 chilometri e lungo addirittura più di 100.

La Riserva Naturale Oviston che abbraccia il fiume Orange è uno dei posti più suggestivi e nascosti: in una zona semidesertica: domani spero di riuscire ad alzarmi di buonora per poter godere di un’alba africana e assistere all’arrivo di springbok, gemsbok, zebre e delle antilopi che discendono a bordo dell’acqua per dissetarsi.

Alessandro

diga Gariep

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  • Luciano Scritto 2 anni fa.

    Le città diventano sempre più rade e più piccole. Un pò alla volta sei sempre più immerso nel vero viaggio, sempre più con te stesso e con “l’altro mondo”. Noi cerchiamo di esserti sempre vicini. Buona continuazione. Ciao Luciano