Giorno 19: un parco e… doppia foratura!

19 Maggio 2015 – Oviston (tentata visita al Parco e “cazzeggio” attorno al lago rimediando altre due forature!)

Da questa giornata mi aspettavo decisamente di più: come essere davanti ad una magnifica torta in un giorno di rigida dieta!
Sono a ridosso del più grande lago (artificiale) del Sudafrica e con un parco pieno di animali da vedere: niente di meglio di uno stop di un giorno per scaricare un po’ quadricipiti e Andrea, la mia compagna con pedali.
Devio per una ventina di chilometri e al cancello del parco i trovo di fronte ad un gran inatteso stop: Game Reserve “maggio e giugno aperto solo per cacciatori con regolare permesso!
Devo assolutamente parlare con il direttore… capirà?!?
Niente da fare (e non è un problema di lingua…): bici o non bici, troppi cacciatori (o troppi interessi), e mi tocca star fuori! (vi tralascio la piccola sequenza di imprecazioni da normale ciclista).

Rimane un giro o quanto si può fare attorno al lago alimentato da due affluenti, il Caledon e l’Orange River di circa 800km che nasce dal Drakensberg nel Lesotho; Andrea da scarica sembra una bici da corno: va che è una meravigliar
Ma dopo circa 6 – 7 km, Andrea si affloscia sul cerchio anteriore: penso che anche questo sia senz’altro un segno del destino.
Intorno a me un panorama immenso, ma infotografabile data la centralità dell’ora del giorno ma soprattutto la nebbiolina che grava sulla zona completamente arida e con l’acqua marrone.
Tento un paio di scatti, chiudo al massimo il diaframma: nulla da fare, decisamente inquadrabili!
Cestino il primo segno del destino.
Mi dico senz’altro ci sarà un altro segno, visto che proprio qui Andrea si è fermata, e difatti da lontano intravvedo la torre centrale di presa dell’acqua che alimenta una condotta di circa 80km, e va a scaricare sul Fish River, fornendo la riserva di acqua necessaria a Porth Elizabeth.

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Il tunnel interno è talmente grande che all’interno della condotta sotterranea c’è una strada di servizio, che alcuni anni fa è stata percorsa da 65 motorbiker. Andrea sei grande, riparo l’anteriore e mi fiondo (ndr, diciamo vado a velocità sostenuta) all’entrata della presa e chiaramente scomodo il guardiano.
Cerco di spiegarmi, condotta, motor biker, vicissitudini varie, e chiedo se, senza disturbare fosse possibile visitare almeno la parte iniziale.
Il guardiano, spalanca gli occhi facendone risaltare il biancore, alzando gli zigomi e mostrandomi gli 84 denti (il numero è buttato là ma senz’altro di più dei nostri), e mutando nel giro di qualche attimo la dominante scura del suo viso, in un bicolorato sorriso multietnico, che associato al movimento orizzontale del capo, mi stava quasi ipnotizzando.
Questo frangente di tempo, si interrompe con i suoni delle sue parole, che mi indicavano semplicemente che non è più permesso al pubblico l’entrata, e lui non poteva farmi entrare.

Neanche tento il solito malcostume di tirar fuori una mancia personalizzata per entrare.
Giro la bici e con l’anteriore decisamente poco gonfio (mi riferisco alla ruota), torno alla mia Venterstadt.

Dai Ale, domani è un altro giorno!

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  • silvano Scritto 3 anni fa.

    il giro d’italia oggi è passato per la provincia di ve io danilo e flavio eravamo la, il pensiero e poi corso a ” adesso dove sarà arrivato sandro?” …………
    ciao intrepido amico