Giorno 274; Arte, artisti, sesso e pedali

31\1\2016, Vienna, Leopold Museum

La visione della bellezza arricchisce noi umani.

Piccola premessa doverosa, bella o brutta ma io non sono un artista e non sono addetto ai lavori del mondo dell’arte.

A Vienna, non poteva essere tralasciata l’importante tappa del Leopold Museum, dove espongono artisti di riferimento come Schiele e Klimt (quello del bacio che attualmente è esposto al Belvedere di Vienna)

Due artisti di riferimento, e penso giustamente secondo il mondo dell’arte, data la particolarità delle opere e delle vite di questi due personaggi vissuti a cavallo dei primi del novecento; e non certamente per la ma analisi da ciclista che con il mondo dell’arte entra molto molto marginalmente da osservatore esterno.

Io volevo soffermarmi un po’ di più su Schiele, che continua un filo conduttore di artisti tanto bravi e di riferimento, quanto cupi, schivi, che stanno sulle sue (che se la tirano in qualche maniera) continuano a dimostrare la loro bravura abbruttendo forme di donne, nudi o parti di sesso femminile.

La bravura di questi giganti dell’arte, a me trasmette la sensazione, che fanno apprezzare la loro opera, facendoti vivere il loro punto di osservazione durante l’effettuazione dell’opera.

Oltre a non condividere e a non piacere il punto di vista dell’artista, perché la donna e il sesso femminile, sono elementi di straordinaria bellezza, e questo artista le rappresenta come figure scheletriche e di una bruttezza mai vista, pur apprendendo di una sua diretta frequentazione e una sua estrema vicinanza.

Chiaro, la mia risposta è da osservatore esterno e non da addetto ai lavori, e trovo questo punto di osservazione dell’artista estremamente riduttivo nei confronti dei soggetti, non reale e difficile da digerire, a meno che non ci si limiti alla sola fredda valutazione della realizzazione dell’opera.

Mi auguro che gli amanti di Schiele non me ne vogliano, ma le sue opere mi hanno incupito, non vedevo l’ora di uscire e allontanarmi decisamente dal suo imbruttito e arrogante “punto di vista”.

Salito al piano superiore, Klimt con la sua espressione di bellezza, ha contribuito a rilassare anche un esterno al mondo dell’arte come un ciclista che sta procedendo sulla linea dei meridiani, che cerca di cogliere quanto offertoci oggigiorno.

All’uscita dal museo, la fantasia che aleggiava per la mia mente variava  tra strane ma belle nuove ipotesi imperniate su,   arte e pedali che sia un potenziale connubio ?

Mah……Pangea, Cycling on Life’s Origin, continua ringraziando la ricchezza che il mondo dell’arte dona a tutti. Ciao

 

Alessandro

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