Giorno 53: piccolo davanti al Gigante!

22 giugno 2015 – Tzada Museum

Dovrei risalire in bici, ma le indicazioni del nostro meraviglioso Dario, mi fanno segnare il passo, e giustamente come andarsene senza toccare con mano un paio di riferimenti sulle nostre origini.

Tutti abbiamo un nostro modo per colloquiare con qualche forma di non vita, e cioè scusate la contorsione letterale, ma tutti ci abbandoniamo a estemporanei colloqui con qualcuno che non c’è più, con qualche forma varia di divinità, con esseri che esistono solo nell’inconscio, o nel caso del tamburo di Tzada con un capo tribù che colloquiava con qualche divinità per aiutare la discesa della pioggia.
Chiaramente non ci si può avvalere di dati di ritorno specifici, però la testimonianza che quelle popolazioni sono vissute c’è, e poter avvicinare un reperto di tale importanza per la sussistenza umana, affascina.
Tamburo perfettamente conservato e con la pelle ancora in ottimo stato di conservazione: c’è da dire che in queste zone del Limpopo, praticamente umidità non ce né e l’asciutto che si respira è quasi anestetizzante.

Confesso che fin che davo qualche colpo alla pelle del tamburo, da buon ciclista chiedevo allo spirito che la pioggia scendesse in zone diverse da mio temporaneo passaggio. Mi auguro non si sia rivoltato sulla tomba l’importante predecessore.

Torno sulla strada, il Baobab non è proprio vicinissimo, e sarebbe importante poterlo fotografare.

Difatti arrivo a chiusura avvenuta e il guardiano sta avviando la sua auto per tornarsene da qualche parte; pianto colossale e doverosa mancia e posso recarmi a un elemento vitale dalle misure enormi. Di fotografare non se ne parla neanche, il guardiano mi porta sotto le fronde e non c’è spazio per farcelo stare neanche nel miglior grandangolo, e mi fa fermare a distanza senza neanche poter fare il giro (doveva tornare a casa…il guardiano); chiedo se c’è un posto da fare una ripresa e muove la testa stizzito. La mancia era sufficiente per riaprire il cancello, ma non scendo a ulteriori estorsioni, per cui cerco di dare qualche numero per spiegare la situazione.

Pensate a un monumento vivente della natura, di 43 metri di circonferenza, alto circa 25 metri e che sopra la terra ha visto cose da circa 3000 anni. Quello che vedete nella foto che ho scattato e un suo vicino di casa da circa un migliaio di anni, con una circonferenza di circa 14 metri ; fate voi….

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