Giorno 58: colpi di pedale a due…

27 giugno 2015 – On the way: Ivory Camp

Numerosi gli incontri e gli scambi sulla strada, eh si la bici avvicina, chiedo di quale etnia siano e quasi tutti, alzando la testa mi rispondono orgogliosi Ndebele.

Trovo anche un giovane (anche lui Ndebele), che con la sua mtb mi segue per una ventina di km: riesco a fare qualche scambio, però è quasi affascinato dal ciclismo e vuole conoscere praticamente tutto di Andrea.
Mi permetto di dargli qualche indicazione sulla regolazione della bici, sella manubrio e quelle cose di scambio fra ciclisti, si ferma appronta e ringrazia.

Fra qualche scambio sulla strada, riappaiono i baobab ad alternare le acacie e il resto del bush della savana.
Percepisco l’inusualità del mio andare da quei contatti, che mi sfiorano e appagano salutandomi, siano essi dal villaggio o dall’interno della cabina di un camion.

Tanta dignitosa povertà, che forse avvicina qualcosa di tralasciato; incontro un signore, vestito penso con i suoi migliori abiti, con una gallina in braccio, che aspetta sul bordo della strada un passaggio da qualcuno, che lo porterà chissà dove.
Sempre qualche fuoco acceso, per arrostire qualcosa, e qui di selvaggina ce né in abbondanza, chissà come sarà il mondo della caccia diviso fra facoltosi turisti cacciatori che continuano a dilettarsi per qualche raro trofeo, e i nativi super controllati che ci devono pensare bene prima di portare a casa un pezzo di carne per la famiglia.

Che bello che è viaggiare sopra questa terra, e cogliere queste meravigliose decorose espressioni di vita, lontane solo per l’effetto chilometrico.

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