Giorno 60: uno spettacolo da togliere il fiato!!!

29 giugno 2015 – dalle Victoria Falls a Livingstone (Zambia)

Lo spettacolo del sorgere del sole sulle cascate Victoria, era stato accompagnato, fin dal mio arrivo, dal continuo fragore dell’enorme massa d’acqua che si tuffa in una gola di circa 1km.
Non vedevo l’ora di affacciarmi a quel meraviglioso palcoscenico e il sorgere del sole mi ha regalato delle immagini meravigliose.

Lo spettacolo è ancora dentro nelle mie sensazioni e fatico a tradurlo in parole, il guazzabuglio di suoni, frastuoni, susseguirsi di arcobaleni, misti a nuvole di nebulizzazione dell’acqua che ritorna alta per ricadere sull’altra sponda del profondo canyion.

Anche una nota di tristezza, ricordando il Vajont dove un lago si fionda con tutta la sua portata nel mezzo della notte su di un paese, già l’effetto della quantità delle cascate Vittoria sono di un’enormità unica, pensate questo moltiplicato per cifre con molti altri zeri.
Per fortuna, gli effetti di noi umani non sono riconosciuti dall’Unesco, perché forse avremmo una valanga di riconoscimenti negativi.
Scusate la parentesi, non voglio chiaramente rattristarvi, anzi queste meraviglie della natura dovrebbero essere offerte a tutti gli umani sensibili a quanto di bello c’è nella nostra meravigliosa terra.
Qualcuno, mi ha rimproverato di ripetermi sulle bellezze della terra, ma cosa vi devo dire, portate pazienza che succederà ancora… per fortuna!

Dopo le cascate Vittoria, reimpacchetto i bagagli, carico andrea e valico la frontiera e, cosa del tutto inaspettata, solitamente sulla “terra di nessuno” fra due stati sovrani, di solito c’è desolazione e assenza di attività, qui invece fra lo Zimbabwe e lo Zambia, sul ponte sullo Zambesi, c’è una bella realtà di Buggie Jumping, molto frequentata con pendolari che arrivano da entrambe le frontiere; bravi a tutti.

Livingstone, prima cittadina dello Zambia, mi regala un piccolo alterco con un elefante ai bordi della strada, che stava tranquillamente mangiando appena fuori della linea gialla.
Gli altri ciclisti frontalieri che vivono di piccoli commerci di frontiera, mi segnalano la presenza dell’elefante, ma io vado avanti perché penso vogliano prepararmi per fare qualche fotografia, però loro sono fermi a distanza e mi guardano finchè mi avvicino al pachiderma, incrocio per un attimo lo sguardo del tenero bestione e lui reagisce con un balzo in avanti di un paio di metri, erano anni, anzi penso mai di aver reagito da centometrista, e vi posso assicurare che tutti in certe situazioni diventiamo degli ottimi velocisti.
L’altro gruppo di ciclisti frontalieri fermi dall’altra parte, del pachidermico ostacolo mi osservano increduli, per il livello di incoscienza; eh si concordo con loro.

In breve arrivo a Livingstone, superando le file di camion che trasportano rame e carbone.
Sono in Zambia!!

Ciao a tutti.
Alessandro

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