Giorno 85: campi di riso in Africa

25 luglio 2015 – da Samila a Nkhotakhota

Mi scuso con un’errata corrige: i topolini cotti che vendono per le strade di cui vi ho parlato ieri sono chiamati Mbewa (in lingua Tichewa), e non Buwe come ho erroneamente indicato.

Ormai sono di casa, esco al mattino e mi incolonno fra le tantissime bici che portano sia merci che passeggeri. Si sono organizzati con il loro numero identificativo e solitamente chi va al lavoro o a scuola a qualche chilometro dal centro, si siede nel sellino doverosamente rinforzato che porta carichi importanti sia al mattino o nella fine orario di lavoro pomeridiano per gli usuali avventori.
E’ sempre bello perché per loro avere un insolita bici tra loro gli da un po’ di importanza e vedi che cercano di affiancarmi per pedalare con me senza disturbarmi; sono letteralmente attratti da “ginga andrea”.

Dopo un po’ mi inoltro in direzione nord, pensavo di ritrovare i soliti lunghi tratti in solitaria, invece praticamente li percorro in compagnia di persone che abitano in modo continuativo tutto il percorso fino a Nkhotakota. Le scene dalla strada sono quelle di vita del lago e della savana, con Chambo (pesce gustosissimo, però purtroppo con il normale retrogusto tipico del lago) e kipovango, appesi sull’anteriore dell’auto o del minibus, le usuali verdure che i locali vendono, che comprendono il ginger e un’altra radice che assomiglia come forma e gusto al nostro topinambur.

Peculiarità della zona però è il riso kilombero, Che vendono in modo abbastanza diffuso in sacchetti da 5 kg.
La zona è stata identificata come marchio di origine di qualità del riso e rappresenta un fiore all’occhiello per l’agricoltura del Malawi.
Il riso mantiene la consistenza e viene cotto per circa una ventina di minuti e accompagnato con carni, pesce e verdure. Solo per capirci, forma e gusto sono simili a un nostro “vialone nano”, e si presta per essere condito a mix con le varie pietanze.

Ho cercato con scarso risultato di riprendere qualche immagine significativa delle colture, però proprio non è possibile, dato che lo seminano a Gennaio (durante la stagione delle piogge che da più acqua e più umidità residua).
Viene raccolto i primi giorni di giugno e messo per circa una settimana ad asciugarsi al sole durante il giorno e tolto dalla umidità notturna. Il riso solitamente è pronto per insacchettarlo per la metà o seconda decina di giugno, e dopo le terre sono ferme fino alla prossima preparazione del gennaio futuro. Alla fine di luglio riprendere delle immagine significative di questa importante coltura per gli abitanti del Malawi, diventa pressoché impossibile, dato che si intravvedono solo i contorni rialzati dei campi atti a contenere l’acqua necessaria alla maturazione dell’importante cereale.

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  • aldo silvestrini Scritto 2 anni fa.

    finalmente dopo gli spiedini di topo qualcosa di piu normale(per noi) da mangiare., sempre belle foto ,continua cosi ciao alessandro