Giorno 88: la gomma di Acacia…

28 luglio 2015 – da Nkhata Bay a Mzuzu

Al mattino è bello partire specie se la notte è servita solo a contare il numero di pedalate, dato che i meravigliosi giovani inglesi mi hanno dato modo di perdere il conto diverse volte.
Quello che mi ha fatto incazzare con me stesso, è che al mattino quando li ho incrociati loro erano freschi come delle rose e io sembravo essere stato triturato da un rullo compressore; auguro loro tante altre situazioni di questo genere, perché si devono essere decisamente divertiti, bravi.

Per strada, faccio una di quelle fatiche che rimangono nella memoria, dati i continui saliscendi con incrudimento della salita nella parte finale, che tocca valori dal 15 al 18%. Era caldo, ho ingurgitato quantità industriali di liquidi, forse ho mangiata una “piantagione” di banane e di papaya, e sono stato felicissimo di essere arrivato alla sera.

Anche Lo scenario dei giorni scorsi, cambia completamente e ci si addentra in una macchia molto verde, varia nelle piante da foglia piccola a consistenti distese di banani e papaye.
Ho attraversato anche una piantagione di acacie da gomma naturale, dove raccolgono la linfa che si solidifica nel breve contatto con l’aria, e utilizzano nei vari ambiti di produzione.

Mi sono fatto delucidare su alcuni dati, in cui un albero inizia a rilasciare la linfa dopo 5 anni dalla piantumazione e continua il suo ciclo produttivo efficace fino ai 50 anni, dopodiché viene tagliato e rimpiazzato.
Un po’ tutti gli abitanti dei villaggi incontrati lungo la strada che costeggia la piantagione, vendono delle palle di varie dimensioni, molto elastiche realizzate artigianalmente.

Lascia un commento

Tutti campi sono obbligatori