L’arte dei cortesi codici

Lienz – Graz (dal 25 al 28 gennaio 2016)

Il freddo del mattino, mi offre la sicurezza della giusta direzione; mi accordo con Fiorella e Lucio, ci siamo dati un punto comune da raggiungere, strade momentaneamente diverse; e apprezzo il gusto del bell’andare arricchito dal reincontro serale, per poterti confrontare su quanto visto e su quanto da individuare per il giorno successivo.

Vado, lasciandomi avvolgere nell’alternanza di vissuto da cui non riesco a staccarmi; tutto questo per me è strano, dato che usualmente sono attirato dalla nuova quotidianità o dalla nuova meta giornaliera da raggiungere. Tengo l’attenzione sul momento per godermi i panorami della Pusteria Austriaca e il mondo del traffico del nord, che continuano a regalarmi la cortesia sulla strada con un rispetto maniacale verso l’andare in bici applicando alla lettera il codice stradale e senza farmi pesare l’arrogante vicinanza del muso dell’auto a spazio super ravvicinato alla mia ruota posteriore. E guarda ben, che arrivo dall’anarchia talvolta difficilissima del codice della strada africano, in cui il rispetto e la cortesia te lo guadagni sul campo.

Praticamente in Africa tutti applicano quel che gli sembra meglio in un loro codice interpretativo che non sempre funziona, anzi; però è geniale perché ti puoi trovare contromano in una altissima densità di traffico, e ti senti sempre a posto, e nessuno ti redarguisce. Men che meno gli addetti al controllo stradale.

In Africa è usualità quotidiana che ill groviglio di auto si forma e si dipana sotto le direttive di una impensabile magia. Non che questo sia il mio obbiettivo dell’andare, anzi, ma ti lascia quella momentanea soddisfazione di libertà, a scapito di tante altre volte che apprezzi di essere arrivato data la pericolosità di viaggiare in un ambiente dove il mezzo più grande o quello che corre più forte ha l’arroganza della precedenza.

I comportamenti stradali sono diversi ? Certamente , sull’aspetto applicativo senz’altro, ma se analizziamo i due mondi il risultato finale forse è simile, dato che la bici arriva tanto quanto. Però a questo punto devo spezzare una lancia solo a favore del traffico del nord, che rispettando il codice, solitamente mi lascia più tranquillo nell’andare.

Arrivo a Graz, con il naso all’insù; che ci devo fare queste sono le mie zone, le mie montagne e per me è sempre la prima volta. A Graz, c’è l’incontro con la nostra Alexandra, altro locomotore di Cycling Pangea; che sta tenendo un corso nella locale università per studenti Erasmus.

Meravigliosa ospitalità, da parte sua e di suo marito Luca. Condita dal naturale scambio, e reciproco aggiornamento in tempo reale.

Il centro storico di Graz dominato dal castello, vive di decisa bellezza , ringiovanito da opere modernissime fra le quali spicca come riferimento il suo museo di arte moderna che sembra ospitato da un moderno dirigibile .

Non riesco a staccare i flash di bellissime colorate risposte africane vissute su di una bici, alternato fra le vie di Graz dal colorato rigore dei ciclisti della Stiria.

Che ci sia un filo conduttore fra ciclisti africani e ciclisti Stiriani, che trasportano di tutto sulle loro bici, solo con un’organizzazione diversa? Penso proprio di si, dato che l’unica diversità è la temperatura.

Ciao a tutti

Alessandro

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