LETTONIA – L‘ „enCICLO-PEDIA“ di Pangea

Superficie: 64 589 km²

Abitanti:  2.253.000

Capitale: Riga

Confina:  a nord con l’Estonia, a est con la Russia, a sud-est con la Bielorussia e a sud con la Lituania, ed è bagnata a ovest dal Mar Baltico.

La Lettonia è una repubblica parlamentare

La lingua ufficiale è il lettone.

Dal 1º gennaio 2014 la nazione baltica ha adottato l’euro, divenendo il diciottesimo paese dell’area euro.

 

STORIA ANTICA

Terra anticamente abitata da popoli nomadi dediti alla pesca e alla caccia, il territorio fu colonizzato dai livoni, popolo di ceppo ugrofinnico, ai quali si aggiunsero i lettoni, una popolazione indoeuropea. I proto-baltici furono gli antenati dei popoli Lettoni che vissero sulla costa orientale del Mar Baltico dal III millennio a.C. All’inizio di questa era, il territorio conosciuto oggi come Lettonia divenne famoso come crocevia di commerci. La famosa “via variago-greca” (ne accenniamo a parte) menzionata in antiche cronache, si estendeva dalla Scandinavia attraverso il territorio lettone attraverso il fiume Daugava fino all’antica Rus’ di Kiev e l’Impero Bizantino. Essa consentiva da un lato alle popolazioni settentrionali di acquistare i prodotti più raffinati della manifattura greca (vetro, tessuti e altri prodotti finiti), dall’altro fornì successivamente all’Impero bizantino un mezzo per ottenere materie prime, ma anche schiavi ed era utilizzata altresì per reclutare la celebre e temibile guardia variaga (mercenari Vikinghi per la sicurezza dell’Imperatore di Bisanzio). La via attraversava una serie di vie d’acqua, fluviali e marittime, che si estendevano tra il mar Nero e il mar Baltico.

Gli antichi Baltici partecipavano attivamente alla rete del commercio. In tutta Europa, le coste lettoni erano conosciute come luoghi pieni d’ambra. Per tutto il Medioevo, l’ambra era in diversi luoghi considerata più preziosa dell’oro, l’ambra lettone era conosciuta già ai tempi dei Romani e prima ancora dai Greci.

A causa della sua posizione strategica, il territorio lettone è sempre stato invaso dalle nazioni maggiori che premevano ai suoi confini e questa perenne situazione ha influito per sempre sulla vita e sul destino del paese e dei suoi abitanti.

Nel X secolo d.C., gli antichi Baltici cominciarono a formare dei piccoli regni tribali. Gradualmente, si svilupparono quattro culture tribali baltiche: i Curlandi, i Letgalli, i Selonici ed i Semigalli.

La tribù maggiore era quella dei Letgalli, che era anche la più avanzata dal punto di vista dello sviluppo socio-politico. Nel XII e XII secolo, i Curlandi diedero vita ad una massiccia campagna di invasioni nel territorio circostante il loro insediamento, depredando e massacrando i popoli vicini.

Sulla costa occidentale del Mar Baltico, vennero conosciuti come Vichinghi Baltici, mentre i Selonici ed i Semigalli divennero prosperi contadini che vivevano in pace gli uni con gli altri.

Alla fine del XII secolo, la Lettonia era spesso visitata dai commercianti europei occidentali, che compivano i loro viaggi d’affari navigando sul fiume Daugava, che arrivava, seguendo le antiche rotte vikinghe, fino in Russia.

Il passaggio al XIII secolo vide l’arrivo dei primi commercianti tedeschi, cui seguirono ben presto i primi preti cattolici accorsi per convertire i popoli baltici, tuttora pagani, e quelli ugro-finnici, appena giunti in quelle zone.

Tuttavia, i Baltici resistettero alla conversione, ed in virtù di ciò, il Papa decise di inviare una Crociata per risolvere la questione. Tale crociata, e quelle successive, furono poi chiamate, per distinguerle dalle altre verso il Medio Oriente e Gerusalemme, Crociate del Nord.

Intanto, i tedeschi nel 1201 fondarono Riga, che gradualmente divenne la maggiore e più bella città sul Mar Baltico. L’arrivo dei Cavalieri Teutonici pose fine al periodo delle quattro grandi tribù lettoni.

Nel XIII secolo, la Confederazione della Livonia (“Terra Mariana”) si sviluppò sotto il protettorato tedesco includendo anche la Lettonia e l’Estonia. Nel 1282, Riga e successivamente Cēsis, Limbaži, Koknese e Valmiera entrarono a far parte dell’Organizzazione Mercantile della Germania Settentrionale, meglio conosciuta come Lega Anseatica. Da questo momento, Riga divenne un importante punto di riferimento per il commercio tra Est ed Ovest, pur agganciandosi definitivamente all’Europa occidentale

Oggi la Livonia è una regione baltica che si estende attorno al Golfo di Riga, compresa tra l’Estonia a nord e la Lettonia a sud. I livoni sono un popolo di stirpe finnica. Le nazioni finniche occupavano fino al VII secolo tutta la parte centro-settentrionale della Russia europea. Poi, sotto la spinta dei popoli slavi (prima dell’anno Mille) e dei popoli tedeschi (dopo il Mille), il loro territorio si è progressivamente ridotto alla parte settentrionale dell’area baltica e alla Finlandia. La Livonia non è più un’unità territoriale a sé stante ma, come la Curlandia, parte integrante della Lettonia.

La Confederazione Polacco-Lituana congiunse le province di Letgallia e Livonia a Nord del fiume Daugava nel 1561, mentre le province di Curlandia e Semigallia, furono unite nel Ducato di Curlandia, stato indipendente sotto la sfera d’influenza della Regno di Polonia e Granducato di Lituania. L’impero svedese nel 1621 conquistò Riga e la provincia di Livonia, perdendole nel 1721, durante le Guerre del Nord, e facendole finire così nella sfera d’influenza dell’Impero russo.

Il 18 novembre 1918, poco dopo la resa della Germania, la Lettonia proclama l’indipendenza. Il 23 agosto 1939 la Germania nazista e l’URSS firmarono il patto Molotov-Ribbentrop, che poneva la Lettonia nella sfera di influenza sovietica. Il 4 maggio 1990 venne emanata una Dichiarazione di indipendenza transitoria, che divenne definitiva il 21 agosto 1991, data in cui il paese riconquistò la propria indipendenza dall’Unione Sovietica.

 

ARTE E CULTURA

L’apporto di influenze e contaminazioni esterne ha reso la cultura della Lettonia davvero unica nel suo genere. In un territorio ristretto, progressista e multiculturale, convivono chiese dalle caratteristiche insolite, antichi monumenti sacri e pagani, edifici medioevali e architettura Art Nouveau degli inizi del XX sec. A Riga, la capitale, si trovano straordinari esempi di elementi decorativi in stile Art Nouveau. Questa corrente artistica ha influenzato l’architettura di circa il 40% degli edifici del centro storico. Teatro e opera rappresentano l’altra faccia della cultura lettone, particolarmente rappresentata e seguita nella capitale. La scuola di ballo di Riga è la terza in ordine di importanza dopo il Kirov ed il Bolshoi, ed ha sempre garantito spettacoli di classe mondiale.

 

 

LA CUCINA LETTONE

A causa del clima e della scarsa qualità del suolo, i lettoni hanno sempre dovuto lavorare duramente per produrre il cibo. L’alimentazione e la cucina tipica sono quindi sempre stati veri e propri valori per i lettoni. Sebbene la cucina lettone sia tradizionalmente a base di prodotti agricoli, anche la carne ha una sua importanza.  I piatti a base di pesce sono proposti prevalentemente lungo i 500 km di costa lettone ma anche il pesce d’acqua dolce che proviene dai laghi dall’entroterra è considerato una vera prelibatezza. La cucina della Lettonia è piuttosto grassa e non utilizza molte spezie. I prodotti caseari occupano un ruolo centrale, ne sono un esempio i formaggi cremosi e i fiocchi. I più consumati sono quelli al cumino, tra i formaggi tradizionali lettoni spiccano il Ķimeņu siers (formaggio al cumino) e il Jāņi (formaggio del solstizio d’estate). La tradizione lettone comprende anche zuppe e salsicce, stufati di manzo e selvaggina. Tra le specialità tipiche della cucina lettone, gli speķa pīrādziņi (tortini di bacon), la skābputra (una zuppa fredda e rinfrescante a base di panna acida), la borshch (zuppa di barbabietole), rasols (insalata di patate), e la sauerkraut (a base di cavolo e maiale). Come si può notare, nel Paese s’incontrano gusti e tradizioni lasciate dalle varie etnie che, in maniera più o meno prolungata nel tempo hanno dominato, o si sono incontrate/incrociate il queste terre.

 

 

Riga, breve storia della capitale

Grazie alla sua posizione strategica è stata per secoli sotto la dominazione di potenze mondiali, dai tedeschi, passando per i russi fino agli svedesi. Solo nell’ultimo secolo è riuscita ad ottenere un’indipendenza che le ha permesso di diventare una delle città più all’avanguardia del Nord Europa, centro che ha fatto della cultura un suo punto di forza e di attrazione turistica.

La nascita di Riga è fatta risalire al 18 agosto 1201 quando fu fondata dal vescovo tedesco Albrecht von Buxthoeven, giunto nel paese baltico per evangelizzare la popolazione pagana. Furono tempi di splendore per la città, grazie anche alla sua unione alla Lega Anseatica nel 1282, che significò l’inizio di scambi commerciali con città straniere. Il dominio tedesco durò per molti anni fino a quando Riga fu conquistata dagli svedesi (1629) e, dopo una sanguinosa guerra, nel 1710 andò in mano ai sovietici che la trasformarono in uno dei porti più grandi e importanti della Russia. Solo nel 1918, con la caduta degli zar, la Lettonia poté raggiungere l’indipendenza e scegliere il lettone come sua lingua ufficiale; fino ad allora, infatti, avevano predominato il tedesco e il russo. Fu questo un periodo fiorente, in cui la città di Riga fu influenzata nella sua ricostruzione dall’Art Nouveau, che caratterizza l’architettura del suo centro abitato.

L’esperienza felice durò solo qualche decennio perché con la Seconda Guerra Mondiale fu di nuovo sotto l’influenza prima sovietica, poi, nazista, tanto da ospitare un campo di concentramento, e poi fu di nuovo dei russi fino al 1991. La ritrovata libertà le hanno permesso di diventare una delle capitale europee più belle e da visitare, centro culturale del Mar Baltico. Nel 1995 il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, mentre 2001 è stata città europea della cultura. Secondo un’antica leggenda, inoltre, nella storia della città c’è un’importante e curioso primato, qui fu allestito il primo albero di Natale, nel 1510, una tradizione che si è poi sviluppata in tutto il mondo.

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