Oaxaca

Oaxaca, 15 marzo 2018

TAPPE in MESSICO
Scritte da Daqui Lema
Traduzioni ed editing: Mattia Zeba, Margherita Odasso

Il nome Oaxaca deriva dal náhuatl “Huaxyacac”, composto da “huax”, “yaca” e il suffisso “c”, abbreviazione
di “tepec”, e significa “sul naso o sulla punta degli huaje. La città fu fondata da un distaccamento di guerrieri
aztechi dall’imperatore Ahuízotl nell’anno 1486. In seguito, nel 1532, Re Carlo I di Spagna le assegna il titolo
di “nobile e leale città” con il nome inizialmente di Antequera, poi, dal 1821, con l’attuale Oaxaca. Nel 1872,
dopo la morte di Benito Juárez la città viene chiamata “Oaxaca de Juárez” in suo onore. Recentemente,
nell’anno 1987 fu dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’Unesco grazie ad importante reperti
coloniali.
Oaxaca è una città che mescola etnie e culture molto interessanti, sommerse in un ambiente particolare su
un fondo architettonico di chiese e cappelle, esempi di barocco coloniale. Oaxaca ha inoltre un carattere
cosmopolita, offrendo al visitatore ristoranti di alta cucina messicana, mezcalerie, boutique di arte popolare
e meraviglie naturali come “Hierve el Agua”. In questa città confluiscono diversi gruppi etnici grazie al fatto
di essere un importante polo commerciale per prodotti tipici, oltre che per scoprire un quadro culturale
autoctono del Messico. Nonostante sia stata influenzata dalla cultura nazionale, dalla religione e
dall’economia, i popoli indigeni di Oaxaca son riusciti a conservare molti aspetti della loro cultura che non
hanno eguali da nessun’altra parte. Tra i gruppi indigeni più importante si possono menzionare gli Amuzgos,
Cuicatecos, Chatinos, Chinantecos, Chochos, Chontales, Huaves, Ixcatecos, Mazatecos, Mixes, Mixtecos,
Nahuatlecos, Triques, Zapotecos, Zoques e Popolocas. Secondo i censimenti ufficiali, nel 2010 ad Oaxaca vi
erano 1 165 186 persone con più di 5 anni che parlavano una lingua indigena, ossia il 34% della popolazione.
Tra le più parlate vi sono le lingue Zapoteca, le lingue Mixteca, Mazateco e il Mixe.
I Zapoteca: Il popolo Zapoteca consiste di circa 800.000 persone e fu uno delle culture più influenti della
mesomerica durante il periodo precolombiano, sviluppando inoltre un sistema di scrittura denominato
scrittura zapoteca. Sono 5 i gruppi principali di quest’etnia: gli Istmeños dalla parte dell’istmo di Tehuantepec,
gli serranos proveniente dalla Sierra Juárez, quelli di Miabuatlán e quelli della costa, abitati della valle centrale
come San Pedro Pochutla.
Numerodi personaggi importanti del popolo Zapoteca hanno influenzato la cultura messicana e
contribuiscono con il loro lavoro intellettuale. Tra gli scrittori più importante si possono ricordare: Gabriel
López Chiñas, Nazario Chacón Pineda e Macario Matus. Un altro personaggio da ricordare è il presidente
Benito Juárez, che aveva origini zapoteca e non sapeva parlare spagnolo fino all’adolescenza: secondo le
parole dell’ex presidente, i suoi genitori, Marcelino Juárez e Brígida Garcí, erano “indios di razza primigenia
del paese”. Oltre ad essere famoso per essere stato il primo presidente indigeno dello stato messicano,
Benito Juárez fu anche uno dei protagonisti del consolidamento della repubblica.
Cucina di Oaxaca
La città di Oaxaca offre un numero infinito di proposte culinarie frutto dell’unione della tradizione spagnola
e indigena con quella di altre culture immigrate, dando vita ad un ambiente ricco di sapori, aromi e
consistenze uniche. Tra i prodotti più famosi c’è il caffè (terza produzione a livello nazionale), l’ananas
(seconda) ed altri prodotti come il riso, la canna da zucchero, il limone, il melagrano, la sapota, la mammea,
il sesamo e il mango. In questa zona si produce inoltre uno dei migliori mezcal.
Quesillos: chiamati anche formaggio di Oaxaca o formaggio di fibra, si caratterizza per la sua consistenza
simile a quella di un filamento largo e grosso che poi viene avvolto prendendo la forma di una palla.
Tlayudas: è una tortilla di più di 40 cm di diametro che viene tostata sopra una piastra in terracotta e poi
conservata in un creato.
Molotes: si preparano con una tortilla alla quale si aggiunge purè di patate e salsiccia, per poi essere chiuso
come un involtino e fritto con sufficiente olio. Una volta tolto l’eccesso di grasso di accompagna con fagioli,
guacamole, lattuga e formaggio.
Mole Oaxaqueño: si può trovare in 6 variabili: nero, colorato, giallo, verde, marrone o mandorla. È un tipo di
salsa che combina peperoni e spezie, con pasta di mais, a cui si aggiungono carne o verdure. Ci sono vari tipi
di mole nella regione però i più famosi sono circa 8. Ogni zona si fregia del suo mole. Si dice che se non hai
provato il mole di Oaxaca non sei stato a Oaxaca.
Chapulínes: è un piatto tipico molto particolare dato che sono insetti che crescono sul mais. Dopo una
preparazione di quasi due giorni, si mangiano con un brodo di limone e aglio.
Caldo de Piedra: cucina millenaria di origine Chinanteco, dopo aver raccolto legna e pietre adeguate, queste
ultime vengono messe su fuoco per poi essere messe in un piatto con della zuppa, riscaldando coì il cibo.
Chicatanas: Sono insetti tipici della stagione delle piogge, si preparano come chapulines ed il loro sapore è
caratteristico.
Sebbene i piatti tipici siano davvero infiniti, si possono comunque trovare nel mercato 20 novembre che dal
1888 delizia il palato dei visitatori di Oaxaca, proponendo il meglio della cucina popolare.
Luoghi da visitare:
Andador Macedonio Alcalá: elegante viale con interessanti locali tra cui biblioteche, ristoranti, negozi di
artigianato e caffè.
Centro Culturale Santo Domingo: Formato dal tempio di Santo Domingo de Guzmán, una delle opere più
rappresentative del barocco nel mondo con un meraviglioso giardino botanico al suo interno.
Basilica de Nuestra Señora de la Soledad: costruita nel diciassettesimo secolo, fu edificata sopra le rovine di
una fortezza azteca.
Archi di Xochimilco: serie di archi che si dirigono fino al centro della città, furono costruiti nel diciassettesimo
secolo.
Chiesa del Carmen Alto: Il 16 di luglio vi si svolge una festa preispanica, la Guelaguetza, insieme alla fiera
della vergine del Carmen.
Museo Casa Benito Juárez: La casa dove visse durante la sua gioventù il famoso statista americano.
Tempio y ex convento de Santo Domingo: ora museo della cultura Oaxaca.

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