Ospitalita’ Gwich’in

Estremo nord ovest del Canada, terra difficile quella del Delta del Mackenzie river.
Swamp, acqua ovunque, bellissimo esempio di natura che toglie il fiato per la profondità che ti lascia apprezzare. Un momento fa caldo e non si muove nulla e sei avvolto da nuvole di tafani, zanzare, moscerini famelici, e in un altro momento sale una brezza da est che ti fa avvolgere in un qualche coinvolgente e super apprezzato guscio antivento. Anse di innumerevoli corsi di acqua cesellati dall’arte di madre natura. In mezzo a questa sbornia di Verdi di blu intensi, è lo sguardo dei visi di queste latitudini che attira l’attenzione; Inuvialuuit? Gwich’in ? Visi segnati dal freddo dal vento e da meccanismi di vita quotidiana adattati a questa latitudine. Proprio questi visi fanno assaporare il gusto di ritornare sui pedali per cercare di capirne qualcosina in più. Siamo appena arrivati (il siamo lo spiegherò più avanti), e subito veniamo accolti da Robert, direttore del native center dei Gwich’in, orgoglioso di dare il benvenuto a dei pedali attenti alle  peculiarità delle etnie.
Pangea è sui pedali, qui il sole non tramonta mai e l’orologio segnala mezzanotte e sembrano le nostre 6 pomeridiane per l’accecare della luce. Andiamo a letto ricollegando il sonno alle lancette dell’orologio, e cercando tutte le tende possibili per creare un pò di atmosfera notturna; battaglia persa, per vivere le Tante sensazioni in una frazione di tempo così piccola bisogna allinearsi alla loro luce. Proviamo a dormire e ci aggiorniamo a breve per capirne un qualcosa di più e per non rischiare di perdere momenti unici.
A presto, ciao Alessandro

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