PALEONTOLOGIA E ANTROPOLOGIA CULTURALE

DALLA PREISTORIA ALLE PRIME INVASIONI DEI COLONI

 

 

Le migrazioni delle prime tribù

  • In epoche successiva giunsero in Sudafrica i khoikhoi (detti anche ottentotti), nomadi dediti all’allevamento e provenienti dal Botswana, e i San, cacciatori-raccoglitori noti anche come Boscimani. Nei secoli, i due gruppi etnici si mescolarono, dando origine al gruppo dei Dall’altro lato del continente, alcune tribu Bantu, che partirono dall’area del fiume Limpopo, migrarono verso sud e verso est. Gli Nguni (Zulu, Nxosa, Swazi e Ndebele) occuparono la regione che adesso è chiamata Kwa Zulu Natal e il Capo orientale. Gli Tswana popolarono la zona centrale formata dal Botswana (ex Bechuanaland). I Venda, Lemba e Shangaan e i Tsonga popolarono invece il nord.
  • Si fanno addirittura ipotesi (oggetto di dibattito) che nei pressi della penisola del Capo siano giunti i fenici e forse gli arabi provenienti dal Nordafrica e Medio Oriente, ma certamente non vi si insediarono, limitandosi a doppiare il capo passando dall’Oceano Indiano all’Atlantico o viceversa.

 

Le colonizzazioni europee – Storia dal 1400 all’800

  • Quanto all’insediamento dei bianchi, esso ebbe inizio solo dopo il 1487-88, quando il portoghese Dias (it. Bartolomeo Diaz) riuscì a raggiungere e doppiare il Capo delle Tempeste, ribattezzato in seguito col nome più augurale di Capo di Buona Speranza (con riferimento alle interessanti prospettive commerciali che nascevano dalla scoperta del passaggio a sud); Diaz contribuì così all’impresa di Vasco de Gama che riuscì a completare la circumnavigazione dell’Africa e a raggiungere le Indie.
  • Successivamente verso la metà del XVII secolo, sono gli olandesi ad insediarsi stabilmente (per primi) nella penisola del Capo. Ciò lo si deve alla Compagnia olandese delle Indie Orientali che il 6 aprile 1652 crea il primo scalo di rifornimento per le navi in transito a Table Bay per evitare malattie come lo scorbuto dovute alla mancanza di vitamine essenziali a bordo . Questo primo insediamento, chiamato in seguito Kaapstad, fu il primo nucleo della moderna Città del Capo.
  • Quello che inizialmente fu un primo stabile deposito di provviste, si evolve verso la fine del secolo in una colonia di popolamento (600 olandesi nel 1680) che riesce a stabilire rapporti pacifici con le popolazioni locali khoisan. Nel 1687 il governo olandese invia nella zona trecento ugonotti, entrati in Olanda dalla Francia per sfuggire alla persecuzione religiosa. I coloni furono chiamati boeri (da boeer = contadino).
  • Nel frattempo la Compagnia olandese delle Indie importò schiavi dal Madagascar, dall’India, da Ceylon, dalla Malesia e dall’Indonesia, per gestire la cronica carenza di manodopera della colonia. Col tempo, gli schiavi si mischiarono anche con i Khoisan. I discendenti di queste unioni formano la base di partenza dell’odierna popolazione di colore della città, e spiegano le caratteristiche uniche della parte di popolazione detta “cape coloured”. Sotto l’amministrazione della Compagnia delle Indie, la regione fu esplorata e colonizzata da gruppi europei di origini olandesi e tedesche, ed il territorio (Kolonie van Zvid Afrika) organizzato in province.
  • Dal secolo successivo (tra il 1700 e il 1800), olandesi, francesi e altri europei di diversa provenienza, accomunati dalla rigida fede calvinista che li portava a considerarsi «eletti» nei confronti delle popolazioni locali, si andarono fondendo in una comunità dai caratteri originali, che perdeva ogni legame affettivo e pratico con l’Europa.
  • Una volta avviato un solido sistema di coltivazione vicino al Capo di Buona Speranza, perfezionando la cura delle viti, oggi molto rinomate, i coloni si spostarono nelle zone interne dell’odierno Sudafrica, dove avrebbero sfruttato le praterie per l’allevamento intensivo. La migrazione non fu molto pacifica, tanto che gli europei dovettero muovere guerra contro gli autoctoni: i Venda, gli Swazi, gli Xhosa e gli Zulu che non si arresero neanche davanti all’efferatezza dei coloni. Nonostante questi ultimi conquistassero i loro terreni, spingendo le tribù sempre più all’interno. Le terre usurpate furono bonificate e fertilizzate, nonchè popolate da fattori e braccianti.
  • I coloni conquistatori venivano riconosciuti perchè, durante le loro spedizioni, si presentavano con un carro, una Bibbia ed una pistola: il nome che fu loro attribuito era Boeri, dal sostantivo (trek)boer, ossia contadino (nomade). I Boeri erano noti per il loro coraggio e per la loro aderenza alla parola della Bibbia – sebbene fossero quasi analfabeti – da cui derivava ogni loro regola sociale e morale. Essendo una popolazione con spiccate inflessioni all’individualismo, i Boeri crearono una propria lingua – l’africaans – definirono le basi di una loro cultura e disegnarono il profilo del loro modo di vivere, decisamente semplice e rigoroso.
  • Occupazione inglese: Alla fine del XVIII secolo, i successi di Napoleone Bonaparte e il declino dell’Olanda come potenza europea spinsero gli inglesi a occupare la Colonia (1795) allo scopo di prevenire un’aggressione francese. La VOC (Compagnia olandese delle Indie) cessò formalmente di esistere per bancarotta nel 1799; subito prima, cedette tutti i propri possedimenti alla Repubblica Batava. Gli inglesi restituirono la colonia alla neonata Repubblica nel 1803, ma nel 1806 tornarono a invaderla, vincendo la resistenza olandese e boera nella battaglia di Blaauwberg a Bloubergstrand, 25 km a nord di Città del Capo, nel 1806.
  • La zona del capo venne ceduta definitivamente ai britannici con il trattato anglo-olandese del 13 agosto 1814 e da quel momento amministrata col nome di Cape Colony. L’occupazione inglese creò numerosi motivi di insoddisfazione per i coloni boeri (uno fra tutti, l’abolizione della schiavitù nel 1808 e la conseguente emancipazione degli schiavi nel 1833). Durante i primi anni dell’occupazione britannica, moltissimi coloni lasciarono il capo per spingersi all’interno come pionieri, dando luogo al fenomeno dei cosiddetti Voortrekker.
  • Già prima dell’occupazione britannica, i coloni boeri si erano gradualmente espansi verso est, fino a giungere al Fish River, dove erano entrati a contatto con gli Xhosa, allevatori che non avevano alcuna intenzione di cedere i propri pascoli ai boeri, e l’attrito fra i due gruppi diede luogo a una serie di cosiddette guerre della Frontiera del Capo. Entrati in possesso della Colonia, gli inglesi ripresero con maggior vigore questo movimento espansionistico, ai danni sia dei popoli indigeni del nord-est (Xhosa e Zulu) sia, fra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX delle repubbliche fondate dai Voortrekker nel Nord. L’imperialismo britannico in Sudafrica fu alimentato dalla scoperta dei grandi giacimenti d’oro e diamanti nell’Highveld.

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