Panamà, semi-crocevia del mondo

30 aprile 2018, Ciudad de Panamà

Panama, e tutto il centro America è il luogo di riferimento da oltre 4 milioni di anni per l’attuale andamento delle circolazioni marine ( a tutt’oggi ridotto per il nostro riscaldamento terrestre). Punto di riferimento per il futurismo applicato, volendo fortemente e con quasi cento anni di preparazione, di lotte politiche, di soldi , di forze esterne molto forti, che comunque hanno realizzato il Canale di Panamà, opera ingegneristica da fiore all’occhiello per gli umani.

Sono riusciti ad alzare il livello di navigazione di gigantesche navi (da un paio di anni sono attive le nuove chiuse) che permettono in circa 10 ore di trasferirsi da oceano ad oceano. Realizzano ponti con campate di oltre sessanta metri sul livello del “Canale”, realizzano città con skyline di grattacieli a perdita d’occhio, che dire, qui sembra tutto sia possibile, invece……..

Eh si la strada che dovrebbe continuare a sud si blocca a Yaviza, e da qui inizia il più grande esempio della miglior conservazione della giungla tropicale difesa dalla scellerata stupidità della violenza umana. Da Yaviza e in direzione sud fino al territorio della Colombia, si sviluppa il parco del Darien meglio famoso come il Darien Gap, mai esplorato a fondo e con una ricchezza di tipicità della flora e della fauna fondamentali come banca di storia genetica del pianeta. Qui non ci si può inoltrare autonomamente, a meno che tu non sia un rambo armato dell’ultimo momento, o sei colluso con mercanti di droghe o di qualsiasi altro tipo di illegali mercanzie. Il parco del darien è visitabile a piedi, ma solo in limitati settori e solo se  debitamente condotti e scortati da guide.

La magia del crocevia di rotte ed itinerari del Panamà, qui purtroppo si blocca e per il temibile ciclista che pedalante con la famiglia, si deve inventare un qualche cosa per continuare il proprio itinere. Scusatemi, perchè senz’altro mi dilungherò cercando di dare alcuni spunti di massima per procedere in direzione Sud oltre Panama:

Opzione A)

Pedalare fino a Colon (porto sul versante caraibico) e imbarcarsi su di un veliero o catamarano dell’agenzia (non faccio pubblicità, ma in internet si trova subito) che carica bici o moto e per 4 notti naviga in un bellissimo arcipelago e ti porta allestremo nord est della Colombia. Dopo devi continuare un pezzo a piedi o in bicicletta o con trasporti che ti esborsano cifre regolate dalla fantasia del momento di chi le applica, per dribblare la microcriminalità che la strada spesso può offrire.

opzione B)

sempre a Colon, Imbarcare la bici su di un mercantile fino a Cartagena, e se c’è posto salire sullo stesso mercantile o tornare a Panama e prendere un volo fino a Cartagena (Colombia) e correre in porto per lo sdoganamento e riconsegna delle bici. da Cartagena si può continuare per strada fino a Bogotà e da li prendere un’altro volo o un bus (attenzione alle misure del tandem, il nostro non essendo scomponibile, ci è stato rifiutato) che valica la frontiera Colombia Ecuador, dove ci sono scontri fra bande rivali che uccidono o sequestrano persone per far vedere chi è il più forte e poter gestire quei “miseri quattro fondi ” che il narco traffico dispone e non si fermano dal bloccare autobus e verificare la presenza di forestieri al suo interno.

Opzione C)

Smontare le bici, inviare il tandem con uno spedizioniere (air panama non lo carica in quanto supera le misure) prendere un volo da Panama fino a Medellin (colombia), rimontare le bici e il tandem recapitato con un vero e prorpio esborso dallo spedizioniere. pedalare per circa 470 km fino a Bogotà e ripetere la trafila smontando e impacchettando le bici per aereo e di spedizioniere del tandem con un altro esborso. acquistare un volo Bogotà Quito (Ecuador) e ripetere a ritroso consegna e rimontaggio delle bici.

Opzione D )

Tutto come sopra al di fuori della copertura della tratta Bogotà Quito, che può essere affrontata in bus, però c’è l’intoppo delle misure del tandem che se non lo caricano o “lo tagli” o lo devi trasferire con uno spedizioniere

Opzione E)

L’ultima soluzione che ho addottato, dati gli ultimi aggiornamenti dell’assassinio di tre persone sulla frontiera terrestre fra Colombia ed Ecuador, e i sequestri del 30 aprile 2018 di altre due persone, i dati di ritorno dalle istituzioni e l’aggiornamento del nostro Daqui, del team di Cycling Pangea, che vive in Ecuador e che ancor meglio ci ha dato i resoconti in tempo reale di come vivono la questione i residenti, ho optato di accollarmi un unico onere organizzativo acquistando un volo da Panama a Quito (Ecuador); e a malincuore scegliere di rinunciare ai 470 km di bellezze e di ospitalità che i colombiani offrono.

Fin che vi scrivo, stiamo aspettando la riconsegna del tandem, che mi auguro sia a breve, per poter risalire quanto prima sui pedali.

Augurandomi che oltre al Canale le autorità politiche e commerciali in gioco, possano consentire alle genti di muoversi liberamente realizzando un collegamento sicuro di circa soli 200 km di strada (tanto tutte le peggiori porcherie di li non transiterebbero), fra il nord e il sud dell’America, che se gestito minuziosamente come il traffico del “canale” non sconquasserebbe l’equilibrio del meraviglioso serbatoio di vita incontaminata rappresentato dal Darien gap, calorosamente, vi saluto. Ciao

Alessandro

 

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