Pompanti Praterie

Dal 31 agosto al  2 settembre 2017, Cheyenne (Wyoming)

Lasciamo Casper per dirigerci in direzione sud est e dopo sud pieno.

Partiamo con un giorno nuvoloso e non ci sembra neanche vero poter pedalare a 29 °C. Peccato che la parentesi meteo finisca con una gran sfuriata del vento della sera e il giorno dopo il nostro amico sole e li e ci accompagna per tutta la giornata; grazie sole. I dati della temperatura ve li risparmio, ormai fanno parte del sistema bici pedalatore.

Lo scenario delle praterie si diversifica, offrendoci oltre le Manguste, rapaci, antilopi, cavalli e forse distanti mustang selvatici, che imperterriti continuano ad accompagnarci , con moltissime pompe che tirano su oro nero. Per carità, onore al merito a quanto questo fluido ci ha dato e continua a dare (lasciamo stare il discorso delle proprietà e quanto è stato distrutto), per cui nulla in contrario al fluido del motore del progresso attuale, però sembra proprio di essere in mezzo a un sistema innaturale con tutte le tacite domande di rito. Praterie a perdita d’occhio abitate da animali che accettano caldo in estate e gelo in inverno, forse dovrebbero educarci di più, e invece noi umani continuiamo ad  estrarre e cacciare in modo intensivo per distruggere. C’è decisamente tantissimo da fare per cambiare rotta e abbandonare quelle pompe che estraggono in modo continuativo dal sottosuolo per adottare i sistemi ben noti per approvvigionarci di energia, mettendo in primis il risparmio energetico.  Il contrasto che assale pedalando in questi silenzi purtroppo non aiuta a far star bene, ma solo a constatare che siamo arretrati rispetto al passo della cultura del rispetto. Queste praterie erano abitate da gente che rispettava la natura, sono state cacciate e fuorviate ad altre strategie commerciali, gli animali che ci vivono in punta di zoccoli vengono uccisi ancor oggi per il gusto del trofeo delle corna, ci mettiamo le pompe che estraggono inarrestabili, porca miseria come si fa a stare tranquilli e godere di quanto madre terra ci offre. L’osservazione in punta di pedali ne esce sconfitta da tanto aggiornamento, nell’attraversare il sud est del Wyoming, e ci fa apprezzare e rispettare il messaggio che il sole ci da continuativamente e in assoluto silenzio, anche se coperto da calura che abbaglia che toglie il fiato per la sua continua azione, per caldo e le salite spaccagambe, però lui è li per dare continuità alla vita del sistema terra, come a ricordarci che bisogna darsi una mossa sul serio, altrimenti ai nostri giovani lasciamo solo che buchi sulla terra da tappare, per rischiare di non caderci dentro. Mi scuso non voglio rattristare nessuno, solo scambiare con voi quello che succede nella testa di un normale pedalatore immerso nelle praterie della terra. Buone praterie a tutti per continuare a rispettarsi.

Si continua, ciao

Alessandro

 

Lascia un commento

Tutti campi sono obbligatori