Santa Rosalia, riferimento in Bassa California

4 febbraio 2018,

TAPPE in MESSICO
Scritte da Daqui Lema
Traduzioni ed editing: Mattia Zeba, Margherita Odasso

Santa Rosalia (BCS México)
Situata nella bassa California, la piccola città di Santa Rosalia ha una popolazione di 11.765 abitanti e si
affaccia sul Mar de Cortez. La sua architettura è di tipo coloniale‐francese e deriva dal suo passato come zona
di estrazione, quando la ditta “El Boleo” S.A. costruì una colonia mineraria con scuole, chiese, uffici ed
abitazioni per dirigenti e lavoratori. La concessione di questi territori alla compagnia francese avvenne nel
1885 dopo la morte di Massimiliano di Asburgo, quando il presidente Porfirio Díaz cercò di ristabilire i rapporti
diplomatici tra i due paesi, offrendo tutto il territorio compreso tra Mulegé e Santa Rosalia a Charles Laforgue,
che guidava la direzione generale da Parigi. Durante la rivoluzione messicana l’impresa diventerà un punto
strategico non coinvolto del conflitto, continuando poi le sue attività fino al 1954, quando si dichiarò esaurito
il giacimento a disposizione, causando un esodo di massa dalla zona. In ogni caso la miniera fu mantenuta in
funzione da una compartecipazione fino al 1972, quando il giacimento fu definitivamente esaurito.
Una delle ragioni per cui Santa Rosalia si caratterizza come una città particolarmente attrattiva è la presenza
della cultura Yaqui‐Yorami, nonché la festa della Settimana Santa e “los Fariseos”, dichiarati nel 2009
“patrimonio intangibile” dal Congresso nazionale. Gli Yaquis sono originari della regione dello stato di Sonora,
ma nel 1890 molti di loro trovarono impiego come operai nella ditta “El Boleo”, trasferendosi definitivamente
nella zona. È d’obbligo ricordare che questo popolo è uno dei più importanti della regione, non essendo mai
stato colonizzato e resistendo ad ogni invasione straniera. Memorabile è la Guerra del Yaqui (1870‐1880)
dove lo stato messicano affrontò il popolo Yaqui. I governi liberali del tempo, non riconoscendo la proprietà
comune della terra della popolazione Yaqui in quanto territori “non‐produttivi”, cercarono di dare il via ad
una nuova colonizzazione, trovando però la resistenza Yaqui. Questo sfociò in un aperto etnocidio contro gli
Yaqui da parte del governo di Profirio Diaz.
Le principali attività economiche della città sono la pesca, le attività minerarie ed il commercio locale.

Punti di interesse:
1) La Iglesia Santa Barbara: presumibilmente disegnata dall’ingegnere Gustavo Eiffel nel 1880 e
comprata da Laforgue durante l’esposizione universale di Parigi del 1889.
2) Ex “Tienda la Raya” e attualmente Casa de la Cultura dove morì un minatore ed altri due furono feriti
dopo aver assalito il negozio. I soldati erano incaricati di mantenere l’ordine civile fino alla rinuncia
di Porfirio Diaz.
3) Escuela del Bolero: oggi palazzo municipale
4) Templo de nuestra señora del Carmen, una piccola ed accogliente chiesa
5) Pitture rupestri nelle vicinanze: si possono chiedere informazioni ed assistenza all’Istituto Nazionale
di Antropologia e Storia (INAH) a San Ignacio.

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