SLOVACCHIA – L‘ „enCICLO-PEDIA“ di Pangea

 

Stato dell’Europa centrale (49.034 km²)

Capitale: Bratislava

Divisione amministrativa in 8 regioni

Popolazione: 6.500.000 abitanti circa

Lingua: slovacco (ufficiale), minoranze magiare e ceche.

Religione: cattolici romani 68,9%, non religiosi/atei 13%, protestanti 9%, greci cattolici 4,1%, ortodossi 0,9%, altre religioni 4,1%.

Confini: Polonia (N), Ucraina (E), Ungheria (S), Austria e Repubblica Ceca (W).

 

La storia in pillole

5 000 a.C.: I primi agricoltori divengono stanziali nel territorio della Slovacchia e realizzano i loro insediamenti.

V secolo: Attraversando i valichi dei Carpazi, apparvero nell’odierna Slovacchia i primi slavi.

623-658: Il mercante franco (i franchi erano Germani dell’ovest europeo) Samo unì le tribù slave del territorio e fondò, assumendone il comando, l’Impero di Samo, primo Stato degli slavi occidentali e prima unione politica delle tribù nel mondo slavo.

833: Il principe moravo Mojmír I espulse il principe Pribina di Nitra e fondò la Grande Moravia unendo il Principato di Moravia e il Principato di Nitra.

1000: Fondazione dello Stato ungherese governato dal re (santo) Stefano I. Il territorio di quella che oggi è la Slovacchia era parte del regno.

1238: Trnava acquisì per prima in Slovacchia i privilegi di città libera reale.

1467-1490: Creazione e decadenza della prima università in territorio slovacco – l’ Universitas Istropolitana – il cui edificio è ancora oggi visibile sulla via Ventusrká nella Città Vecchia di Bratislava (Pozsony). Fu la terza università creata nel suo regno da re Mattia Corvino.

1536: Il parlamento ungherese promosse Presburg (oggi Bratislava) a capitale del regno dopo che Budapest e gran parte del territorio finirono sotto il controllo degli Ottomani.

1604-1711: Il Regno d’Ungheria fu travolto da una serie di sei ribellioni anti-asburgiche della nobiltà ungherese.

1787: Anton Bernolák codifica la prima forma letteraria della lingua slovacca.

1843: Ludovít Štúr prepara una seconda codificazione della lingua letteraria slovacca, formulazione che sta alla base della moderna lingua letteraria slovacca.

1863: Creazione, nella città di Martin, di Matica Slovenská, la prima istituzione nazionale per la promozione dell’istruzione e della cultura degli slovacchi. Ancora oggi è depositaria della Biblioteca nazionale slovacca, che ha infatti sede a Martin.

1918: La Slovacchia diviene parte della nuova Repubblica Cecoslovacca, dichiarata il 28 ottobre a Praga. Bratislava è eletta a  capitale della Slovacchia.

1939: Il 14 marzo 1939 nasce a Bratislava uno Stato slovacco indipendente. Presidente di questa formazione statuale, politicamente assoggettata alla Germania nazista, fu il sacerdote Jozef Tiso.

1944: Scoppio della Rivolta Nazionale Slovacca (SNP) nella Slovacchia centrale contro le forze naziste.

1944-1945: L’Armata Rossa entra in Slovacchia attraverso il passo Dukla il 6 ottobre 1944, e da lì inizia la liberazione della Slovacchia dall’occupazione tedesca. Bratislava, ultima delle città slovacche, fu liberata il 4 maggio 1945.

1948: Con il colpo di stato comunista del febbraio 1948 (detto “il colpo di Praga”) la Slovacchia fu sottoposta al controllo dei comunisti e dell’Unione Sovietica.

1989: In novembre la Rivoluzione di Velluto fece cadere il governo comunista e aprì la strada alla democrazia e al pluralismo.

1993: Il 1° gennaio la Slovacchia divenne uno Stato indipendente e sovrano dopo la separazione pacifica e consensuale da Boemia e Moravia, che andranno a costituire la Repubblica Ceca. Il Paese entra quale membro ufficiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite il 19 gennaio dello stesso anno.

 

TRADIZIONI, RELIGIONE E LINGUA

La lingua letteraria slovacca nacque grazie al nazionalista L’udovít Stúr e alle opere del grande poeta e drammaturgo slovacco Pavol Orszàgh Hviezdoslav vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

E’ soprattutto attraverso i canti popolari che la lingua slovacca si è conservata e tramandata anche durante il lungo dominio ungherese divenendo tradizione popolare che occupa tutt’ora un posto privilegiato nella vita contadina. La lingua è, inoltre, motivo di grande orgoglio nazionalistico per gli slovacchi.

Nella Repubblica Slovacca la religione cattolica è ritenuta la fede maggiormente diffusa e praticata, tuttavia nel territorio è presente anche un consistente numero di evangelici e protestanti. La parte orientale, invece, è abitata in gran parte da cattolici greco-ortodossi. Durante la Seconda Guerra Mondiale oltre 73.000 ebrei slovacchi furono deportati nei campi di concentramento mentre molti altri si trasferirono in Israele.

CUCINA

Anche nella tradizione culinaria slovacca affiora la forte influenza mitteleuropea. I piatti principali, infatti, sono formati da gnocchi ripieni, carne, verdure cotte e patate spesso condite con salse e spezie che danno ai piatti sapori forti e decisi. Il piatto più comune è lo knedlo-zelo-vepro, un abbondante porzione di gnocchi ripieni, crauti e maiale arrosto.

 

 

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