Vigore Giovanile

Dal 23 al 24 gennaio 2016       ;       Varna  (Italia) – Lienz (Austria)

Ben ritrovati a tutti, dopo la parentesi Natalizia, e il prologo da Mirano a Varna, su una delle mie piste invernali di allenamento, si risale in bici alla grande.

Giorni di piccola apoteosi, in cui apprezzo la ricchezza dell’incontro con Dario e gli amici di Varna e Bressanone, Dario lo conoscete dagli articoli scientifici, un vero locomotore di Pangea Cycling on Life’s Origin.

Approfitto dell’occasione per ringraziare , il circuito culturale e il sindaco di Varna per la calorosa accoglienza e per l’attenzione verso il progetto.

Le gambe girano assieme alle considerazioni che passano per la testa, e mi soffermo in quella che ha caratterizzato questi ultimi giorni, regalandomi dosi di energia, sia per gli incontri con gli amici di Varna e di Mirano.   Potrà sembrare banale, ma per me risulta fondamentale che un viaggio senza racconto, vivrebbe di un’intima sterilità che non mi piace, e la possibilità di scambiare con gli amici, si è rivelata ancora una volta, calorosamente intensa e di riferimento.

Come tutti i momenti belli, scorrono velocemente e troppo in fretta ; il tempo è inarrestabile e mi ritrovo sui pedali avvolto in una bolla di aria ghiacciata, dove ritrovo il sottile profumo dell’unica neve del momento che regala ulteriore magia alla Pusteria, profumo che assomiglia alla sottile aria notturna del deserto. Neve e deserto, sono molto simili, ed entrambe le situazioni celano e coprono situazioni talvolta molto simili, colte da un itinere sull’asse dei meridiani può far apprezzare. No, la similitudine non è ne stretta ne forzata, è semplicemente vissuta e toccata di fresco con mano.

Nel dettaglio più specifico, l’ultima partita fra ragazzi, a cui avevo assistito era in un campo polveroso del Sudan, e adesso c’è la continuità con una bella partita di hokey su ghiaccio in un campo della Pusteria; stessa forza e stesso impeto dei ragazzi per vincere la partita, le solo differenze erano derivabili dal tipo di sport. Ai miei occhi si parava davanti un bambino sudanese che giocava ad Hokey, e un bambino tirolese in tuta da hokey che correva sulla terra del campo di calcio improvvisato.

L’andare sulla linea della migrazione umana, continua con il suo apporto di bella vitalità, non sempre facile, ma non c’è problema, anzi ……Andrea continua la sua bella progressione..

Ciao a tutti

Alessandro

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