Xela

31 marzo 2018 Quetzaltenango (Guatemala)

Lasciamo il Messico e questi due mesi intensi e necessari per attraversarlo da Nord a Sud. Prima la Bassa California in tutta la sua lunghezza e con le sue balene, e poi il cuore della Sierra Madre con il suo altopiano ricco di storia rivoluzionaria mesoamericana, in cui è stato modellato l’odierno assetto istituzionale.

L’intensità del periodo ci fa sentire un po’ messicani anche noi; ed è un piacere poter dar giusta riconoscenza alla gentilezza e l’ospitale rispetto tastato e vissuto sui nostri pedali in questi 4000 km di zigzag di cultura messicana. Gli ultimi km a Sud, a ridosso della costa pacifica ci fanno faticare per l’inatteso calore e l’alta percentuale di umidità. Poco male, sveglia col buio e si pedala dalle prime luci dell’alba fino al primo pomeriggio, per essere al riparo da una qualche parte.

Entriamo in Guatemala, un po’ in punta di pedali, per i tanti e troppi discorsi sulla sicurezza individuale; ma ho il massimo del piacere nel rendicontare che se non fosse per il fiume e la ritualità di frontiera, il tutto continua nel massimo della tranquillità e con un aumento delle belle incitazioni di strada da parte dei locali. Qui è la “Semana Santa”, e la festa è dappertutto e anche il traffico si fa sentire. Il programma prevede di fiondarci in altura a Quetzaltenango (XELA), per i guatemaltechi, e non ce lo facciamo dire due volte, non vediamo l’ora di rinfrescarci e goderci qualche giorno di riposo, fin che non passano gli intensi momenti religiosi della Pasqua, vissuti con le numerose cerimonie di rito.

Buona Pasqua, dai ciclonauti e dal team di Cycling Pangea.

Ciao

 

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